Archivio mensile:maggio 2017

Pubblicata in lingua italiana la norma UNI EN 15224 sull’applicazione della UNI EN ISO 9001

Le commissioni tecniche Tecnologie biomediche e diagnostiche e Strutture e sistemi sanitari hanno pubblicato in italiano la norma UNI EN 15224.

*** KIT AGGIORNAMENTO ISO 9001:2015 VERS. 2.0 – tutti gli strumenti (software, manuale, procedure, modulistica, corso on line, ecc) per realizzare un sistema di gestione qualità secondo la nuova ISO 9001:2015

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La norma UNI EN 15224 specifica i requisiti per un sistema di gestione per la qualità nel caso in cui un’organizzazione:
a) ha l’esigenza di dimostrare la sua capacità di fornire regolarmente servizi o prodotti relativi alla cura della salute che soddisfino i requisiti del cliente e i requisiti legali e cogenti applicabili;
b) desideri accrescere la soddisfazione del cliente tramite l’applicazione efficace del sistema, inclusi i processi per il miglioramento del sistema, l’assicurazione della conformità ai requisiti del cliente, ai requisiti legali e regolamentari applicabili e a requisiti relativi alle caratteristiche di qualità.
La norma si focalizza solo su requisiti relativi alla gestione dei processi clinici.
La norma intende specificare e completare i requisiti della EN ISO 9001:2015 per adattarli alle condizioni specifiche della cura della salute, ove i prodotti sono principalmente servizi ed i clienti sono principalmente pazienti.

UNI EN 15224:2017 “Sistemi di gestione per la qualità – Applicazione della EN ISO 9001:2015 per la cura della salute”

Euro 98,00 + iva (in lingua italiana) – Euro 75,00 + iva (in lingua inglese)

La norma, disponibile sia in formato elettronico che in formato cartaceo, sarà scontata del 15% ai soci effettivi.

Per informazioni:
Settore Vendite
Tel. 0270024200 (call center dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00, dal lunedì al venerdì)

GESTIONE DEI RISCHI: MANCA UNA STRATEGIA PER 1 AZIENDA SU 2

Un’indagine internazionale condotta dall’ente di certificazione DNV GL e dall’istituto di ricerche GFK Eurisko su più di 1500 professionisti evidenzia che alla metà delle aziende manca una strategia chiara di gestione dei rischi

Ogni giorno, organizzazioni di ogni tipo si confrontano con fattori che possono compromettere il raggiungimento degli obiettivi. Rischi non identificati e non adeguatamente gestiti possono avere impatti negativi sul business e possono avere ricadute sull’incolumità delle persone o causare danni materiali, finanziari e di reputazione.

Questione di conformità

L’indagine dimostra che le aziende che hanno implementato una strategia di risk management sono spinte innanzitutto dall’esigenza di essere compliant con norme e leggi (71%), dalle policy aziendali (64%) e dalle richieste dei clienti (63%). Metà delle aziende (55%), inoltre, sono motivate dai vantaggi finanziari che si possono ottenere.

Nel quotidiano, la gestione del rischio è demandata ai livelli medio alti dell’azienda: ai membri del consiglio di amministrazione (37%), alla dirigenza (46%) e ai quadri intermedi (40%). Le grandi aziende con oltre 1.000 dipendenti sono più focalizzate sul risk management rispetto alle realtà più piccole; infatti, il 77% dichiara di avere un team dedicato.

Esistono numerosi standard, linee guida e framework per l’applicazione e l’implementazione del risk management. Tuttavia, l’indagine indica un basso livello di familiarità; solo 1 azienda su 3 (36%) infatti è conforme ad almeno uno standard, o segue una linea guida o un framework (anche solo parzialmente).

Focalizzazione crescente

Tuttavia, le aziende si stanno focalizzando sempre più sulla gestione dei rischi. Sono numerose, infatti, quelle che hanno indicato che il risk management avrà un ruolo fondamentale nella loro strategia di business e nelle performance future. Fra le aziende intervistate, il 45% progetta di aumentare gli investimenti dedicati nei prossimi tre anni.

La maggior parte degli intervistati (81%) ritiene, inoltre, che basare i propri sistemi di gestione su un approccio strutturato al risk management porterà valore aggiunto all’organizzazione e ai suoi stakeholder.

Fonte: Magazinequalita.it