Innovazione responsabile: in consultazione pubblica la nuova prassi di riferimento

A seguito della riunione del Tavolo UNI/PdR “Innovazione responsabile” svoltasi nel mese di giugno e della successiva verifica da parte degli eserti che partecipano ai lavori, è stato approvato il progetto di prassi di riferimento “Linee guida per la gestione e lo sviluppo di processi per l’innovazione responsabile”.

Il documento – frutto della collaborazione con AIRI, l’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale, e con CISE, l’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Forlì – definisce i criteri utili affinché il processo di innovazione attuato dalle organizzazioni avvenga in modo responsabile, cioè in modo tale che quest’ultimo sia finalizzato al progresso e al miglioramento della qualità della vita, secondo le aspettative delle diverse parti interessate e che sia complessivamente sostenibile sul piano ambientale, sociale ed economico.

L’attività di elaborazione della prassi di riferimento, coordinata da UNI, ha visto il contributo degli esperti di AIRI, CISE e del sistema UNI. Il progetto è ora sottoposto alla fase di consultazione pubblica, con scadenza 13 novembre 2016, al fine di raccogliere osservazioni da parte del mercato.

La prassi si rivolge a tutte le organizzazioni che, nella società contemporanea, rappresentano il principale vettore di diffusione delle innovazioni, con lo scopo non di prescrivere elementi specifici per lo sviluppo di ogni singola innovazione, o di specifici ambiti di ricerca o settori di sviluppo, ma con quello di indicare le condizioni in grado di abilitare e governare lo sviluppo di innovazioni responsabili, finalizzate cioè, alla qualità della vita secondo le aspettative delle parti interessate.
Il documento definisce quindi i requisiti minimi che un’organizzazione deve soddisfare affinché possa esserci innovazione responsabile, partendo dai requisiti che riguardano i risultati e introducendo quindi dei requisiti riferibili all’approccio necessario per la governance dell’innovazione responsabile, finalizzata per l’appunto a conseguire tali risultati.

Si ricorda che le prassi di riferimento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido (al massimo nove mesi dall’approvazione della richiesta) processo di condivisione ristretta ai soli autori, verificata l’assenza di norme o progetti di norma allo studio sullo stesso argomento; costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.

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