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Fornitura arredi, l’Iso 14001 aiuta a vincere

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La tutela dell’ambiente può far vincere una gara pubblica all’impresa produttrice che abbia una certificazione Iso 14001 (standard di gestione ambientale). Lo sottolinea il Consiglio di Stato, nella sentenza 11 marzo 2019 n. 1635, relativa a una fornitura di arredi ospedalieri all’ azienda regionale centrale acquisti della Lombardia.

Nel caso specifico, il bando di gara prevedeva un punteggio ad hoc per prodotti che presentassero un «minore impatto sulla salute e sull’ambiente» (articolo 95 comma 13 del Testo unico appalti 50/2016) e un’impresa aveva offerto beni (letti ospedalieri) prodotti con basso impatto ambientale da una propria società controllata.

La certificazione ambientale Iso 14.001, utile per ottenere tale punteggio, era tuttavia posseduta solo dall’impresa controllata, produttrice dei beni, e non dall’impresa controllante, l’unica che aveva partecipato alla gara offrendo i beni prodotti dalla società controllata.

Secondo i giudici amministrativi, il punteggio premiale spetta alla specifica impresa che fabbrichi i prodotti con certificazione ambientale Iso 14001 (ad esempio, con processi privi di esalazioni nocive o vernici tossiche), senza che ne possa beneficiare l’impresa che commercializzi, come società controllante, i prodotti della società controllata.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Scarica la sentenza

Aggiornati gli allegati del Regolamento EMAS

Con Regolamento 2017/1505 del 28 agosto 2017 la Commissione ha modificato gli allegati I, II e III del regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sull’adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS).
La modifica è dovuta alla pubblicazione della nuova ISO 14001:2015 (terza edizione della norma) che ha sostituito la versione 2004 della stessa (che era citata negli allegati EMAS).

 

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Con oltre 24 mila certificazioni l’Italia è divenuto il secondo paese al mondo per numero di certificati ISO 14001.

La prima nazione per numero di certificazioni di prodotto Epd e il terzo per Ecolabel ed Emas. Le certificazioni ambientali oggi rappresentano un valore competitivo per i prodotti e per i consumatori, perché aiutano la qualità e l’innovazione delle imprese, aumentano le esportazioni, il fatturato e l’occupazione delle imprese. Come dimostra l’ultimo rapporto “Certificare per competere” di Fondazione Symbola e Cloros, tra il 2009 e il 2013, le imprese certificate ISO 14001 hanno visto i loro fatturati aumentare mediamente del 3,5%, rispetto al 2% di quelle non certificate. Ancora meglio nell’occupazione, dove le aziende certificate hanno visto crescere gli addetti del 4%, le altre dello 0,2%. Sul fronte export, poi, le imprese con certificazione ambientale esportano nell’86% dei casi, mentre le non certificate nel 57%.

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La valutazione aspetti ambientali in ambito ISO 14001:2015

Un aspetto ambientale è il modo in cui la propria attività, servizio o prodotto influisce sull’ambiente. Per esempio, uno dei possibili aspetti ambientali per un autolavaggio potrebbe essere relativo a un detergente potenzialmente inquinante per le acque (tale inquinamento costituisce l’impatto ambientale).

Di seguito, si riportano alcuni esempi di collegamenti tra attività, servizi, aspetti e impatti.

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Un impatto ambientale è un cambiamento dell’ambiente. Gli impatti ambientali sono causati da aspetti ambientali.

Le fasi seguenti costituiscono un approccio semplice e sistematico per individuare, valutare e gestire gli aspetti ambientali.

1. Definizione del campo di applicazione dell’SGA

Prima di cominciare ad affrontare gli aspetti e gli impatti ambientali, è necessario definire il campo di applicazione dell’SGA. Si può scegliere di applicare la ISO 14001 all’intera organizzazione, o solo a una specifica unità, sede o prodotto. Una volta presa questa decisione, il campo di applicazione dell’SGA è stato definito. Da qui in avanti, tutte le attività, i servizi e i prodotti che ricadono all’interno del campo di applicazione che è stato definito devono essere presi in considerazione nell’individuazione degli aspetti e degli impatti ambientali.

2. Identificazione degli aspetti ambientali

Per prima cosa, spieghiamo i termini attività, servizio e prodotto. Un’attività è una componente dell’attività principale dell’azienda (p.es. le fasi del processo di produzione). Servizio indica un servizio ausiliario a supporto delle attività principali (p.es. caldaia, riscaldamento e aria condizionata, manutenzione). Un prodotto è una merce che si offre sul mercato. Un aspetto ambientale del prodotto potrebbe essere, per esempio, un confezionamento del prodotto sovrabbondante o il grado di riciclabilità del prodotto al termine del suo ciclo di vita.

Come afferma la 14001, “L’organizzazione deve stabilire una procedura per identificare gli aspetti ambientali e determinare quegli aspetti che hanno o possono avere un impatto significativo sull’ambiente”. Inoltre, si deve tenere un registro degli aspetti ambientali, che viene tenuto aggiornato e tiene conto di attività, prodotti o servizi nuovi o modificati previsti.

Gli aspetti possono essere suddivisi in diretti e indiretti. Gli aspetti ambientali diretti sono associati con attività, prodotti e servizi dell’organizzazione stessa, su cui quest’ultima ha un controllo di gestione diretto (p.es. come si gestiscono i rifiuti presso la propria sede). Tuttavia, per le organizzazioni di tipo non industriale, ci si concentrerà spesso sugli aspetti ambientali indiretti delle attività (p.es. come i propri subappaltatori gestiscono i rifiuti presso la propria sede, aspetti controllati lungo la catena, aspetti controllati dai clienti).

Al fine di individuare i propri aspetti ambientali, è necessario studiare come le attività, i prodotti e i servizi della propria organizzazione influiscono sull’ambiente. L’identificazione degli aspetti ambientali spesso prende in considerazione, per esempio, le emissioni nell’aria, gli scarichi nell’acqua e nel suolo, l’uso di materie prime, i rifiuti e le risorse naturali, gli impatti sulla biodiversità, ecc.

Nell’individuazione degli aspetti ambientali, tutte le componenti delle attività operative dell’azienda nell’ambito dello campo di applicazione devono essere prese in considerazione, non solo le ovvie attività principali di produzione o servizi. Per esempio, la maggior parte di stabilimenti hanno un reparto manutenzione, uffici, mensa, sistemi di riscaldamento e condizionamento, aree di parcheggio, nonché attività di subappaltatori e fornitori, ciascuna delle quali può avere un impatto sull’ambiente.

Varie tecniche possono essere usate per compilare un elenco complessivo degli aspetti e impatti ambientali di uno stabilimento: per esempio, il metodo della catena di valore, il metodo del flusso di processo, l’identificazione dei materiali, il metodo della conformità con i requisiti legali, ecc.

Una buona pratica è coinvolgere un team interfunzionale che comprenda le principali aree di attività.

Per ciascun tipo di attività, prodotto o servizio, è necessario elencare il relativo specifico aspetto ambientale: in questo modo si otterrà un elenco o una matrice generali degli aspetti e degli impatti.

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3. Valutazione degli aspetti ambientali significativi

Lo scopo della valutazione degli impatti ambientali è concentrarsi su ciò che conta di più (come secondo il principio di Pareto). Non è necessario gestire tutti gli aspetti ambientali, ma solo quelli che sono, in base ai propri specifici criteri, considerati significativi.

Gli aspetti ambientali significativi sono al centro del sistema di gestione ambientale della propria organizzazione.

A seconda del tipo, della natura e della complessità dell’organizzazione, esistono molte tecniche disponibili per eseguire una valutazione per determinare la significatività degli aspetti ambientali. Nel valutare la significatività si deve tenere conto di:

  • potenziale di causare danni ambientali
  • dimensioni e frequenza dell’aspetto
  • importanza per gli stakeholder dell’organizzazione
  • requisiti della legislazione ambientale in materia

Ogni organizzazione deve fissare i propri criteri di significatività sulla base di un esame sistematico dei propri aspetti ambientali e dei loro impatti effettivi e potenziali.

4. Gestire gli aspetti ambientali significativi

Ciascun aspetto significativo deve essere messo sotto controllo attuando uno o più dei controlli seguenti: persona responsabile (ISO 14001; 4.4.1), piano di formazione (ISO 14001; 4.4.2) o procedura, checklist e/o programma di manutenzione (ISO 14001; 4.4.6). Il livello di controllo deve essere adeguato per la natura e il rischio dell’aspetto significativo. Ciascuno degli elementi sopracitati è una parte della routine di lavoro quotidiana.

Un SGA può spesso essere più complicato del necessario. Il segreto per un SGA efficace è cogliere bene gli aspetti ambientali sin dal principio. Identificare gli aspetti ambientali in modo corretto, oltre a far risparmiare tempo, consentirà di conseguire grandi vantaggi dall’SGA, una volta che sarà stato implementato.

Autore: Robert Verbanac – Advisera.com

Confronto tra #ISO #14001:2015 e ISO 14001:2008

In molti sono curiosi di confrontare la nuova norma ISO 14001:2015 con l’attuale ISO 14001:2004. La Perry Johnson Registrars ha realizzato la tabella che segue per offrirvi un confronto più approfondito tra le analogie e le differenze tra la vecchia norma e la nuova Struttura ad Alto Livello. B – Downlonad

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UNI e CONFORMA pubblicano la Linea Guida Applicativa sulla UNI EN ISO 14001:2015

Lo scopo della Linea Guida è quello di fornire indicazioni di carattere pratico applicativo per audit di «certificazione»; in essa vengono analizzati tutti i punti della norma con un focus particolare sugli elementi «di novità» introdotti dalla edizione 2015. La struttura della Linea Guida prevede un testo suddiviso in due colonne: in una si trova la descrizione del requisito e nell’altra, a solo titolo esemplificativo, ci sono le evidenze per valutare la conformità ai medesimi.

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Nella Linea Guida vengono trattati i temi principali della UNI EN ISO 14001:2015, quali:

Compatibilità della gestione ambientale nelle strategie generali dell’organizzazione e integrazione nelle sue priorità di business;
Evidenziazione del ruolo e della responsabilità del top management per un efficace attuazione del Sistema di Gestione Ambientale (SGA) ;
Applicazione dell’approccio rischi e opportunità che possono influenzare il SGA;
Estensione del focus dall’organizzazione al ciclo di vita del prodotto/servizio;
Minore formalismo e maggiore attenzione ai risultati;
Logica sempre più integrata con la UNI EN ISO 9001.
Nel testo della Linea Guida viene riportata una sintetica descrizione dei requisiti (colonna a sinistra), con a fronte l’indicazione delle possibili evidenze a supporto della conformità (colonna a destra). Per la descrizione dei requisiti ci si è attenuti a quanto riportato nel testo, in lingua italiana, della UNI EN ISO 14001:2015, compresi gli importantissimi approfondimenti riportati nell’appendice A alla norma (“Guida all’uso della presente norma internazionale”).

UNI, riconoscendo la valenza della Linea Guida, l’ha condivisa e ha curato l’aspetto di congruenza terminologica con il corpus normativo dedicato alla gestione ambientale e alla valutazione della conformità.

Linea Guida Applicativa sulla UNI EN ISO 14001:2015

Euro 5,00 + iva (in lingua italiana, formato elettronico pdf)

Per informazioni:
Settore Vendite
Tel. 0270024200 (call center dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00, dal lunedì al venerdì)
Email: diffusione@uni.com

Le principali novità della Norma UNI EN ISO 14001:2015

Si riportano di seguito le principali novità apportate alla Norma, a seguito del processo di revisione recentemente conclusosi.
2.1 Maggiore importanza della gestione ambientale all’interno dei processi di pianificazione strategica dell’organizzazione – Il “Contesto dell’organizzazione”;
La prima modifica di rilievo è costituita dall’introduzione del concetto di “contesto dell’organizzazione” che costituisce un nuovo Punto Norma rispetto alla versione precedente (Punto 4).
L’obiettivo principale della modifica apportata è stato quello di mettere in relazione diretta il Sistema digestione Aziendale con il contesto complessivo all’interno del quale opera l’Azienda e all’interno del quale operano anche i soggetti che, direttamente o indirettamente, interagiscono con l’Azienda medesima (clienti e fornitori, comunità locali ed Enti pubblici).
L’Azienda quindi, all’interno del proprio contesto, dovrà definire le parti che possono essere direttamente o indirettamente essere coinvolte nel proprio Sistema di Gestione Ambientale e dovrà identificarne i “bisogni e le aspettative” (così espressamente definite dalla Norma), alcuni dei quali si configureranno come “obblighi di conformità” (nuova definizione introdotta nell’Elenco dei termini e delle definizioni ufficiali),che costituiscono un’implementazione delle prescrizioni legali e delle “altre prescrizioni”, definite in modo più generico nelle precedente Norma.
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2.2 Leadership
Analogamente al “Contesto – Punto 4 della Norma”, anche il successivo Punto norma 5 costituisce un elemento di novità della Norma revisionata.
Al suo interno (sottopunti 5.1, 5.2 e 5.3) sono stati compresi alcuni elementi già facenti parte della Norma del 2004, quali la Politica Ambientale, ruoli, responsabilità e autorità del Sistema di GestioneAmbientale.
Le funzioni di tale nuovo Punto Norma sono quelle di allineare la struttura della Norma alla “Struttura di livello superiore – HLS” e, soprattutto, creare una più stretta relazione tra la gestione degli aspetti ambientali e l’attività produttiva (in ultima analisi il business) dell’Azienda.
Con riferimento alle specifiche definizioni, elemento di novità è rappresentato da quella di “Top management” inteso come “la persona o il gruppo di persone che dirigono e governano l’organizzazione al livello più elevato”. Tale figura non ha ovviamente in capo la conduzione di tutte le azioni che prevedono un suo coinvolgimento diretto, in quanto permane la possibilità di delega a terzi all’interno della realtà Aziendale.
Il nuovo concetto di Leadership si basa essenzialmente sull’azione diretta del Top management nell’integrazione del SGA con gli obiettivi produttivi/di mercato dell’Azienda e inoltre il coinvolgimento diretto/indiretto di tutte le altre figure che, all’interno dell’Azienda, occupano ruoli di leadership nei vari settori (HSE, Produzione, progettazione, acquisti ecc).
Il Top management sarà quindi responsabile di:
  • Garantire l’efficacia del SGA;
  • Integrare il SGA con le strategie aziendali in termini di produzione/mercato (business aziendale);
  • Garantire che la Politica ambientale tenga conto del Contesto nel quale è inserita l’Azienda;
  • Corretta gestione delle risorse per il mantenimento del SGA;
  • Comunicazione all’interno dell’Azienda;
  • Promozione del Miglioramento continuo;
  • Supporto e integrazione con altri ruoli di leadership all’interno dell’Azienda
2.3La“Prospettiva del Ciclo di Vita”
Questa tematica si configura come elemento di novità ed è legato, anche se in modo differente, al concetto di contesto citato al punto precedente.
Il concetto di “Prospettiva di Ciclo di Vita” è associato sia ai prodotti sia ai servizi forniti dalle Aziende e si inserisce, in sensolato, nell’insieme delle relazioni che intercorrono tra l’Azienda e l’ambiente esterno (riferibile quindi in senso lato al “contesto” di cui al punto precedente).
Analizzando la versione precedente della Norma, si evince come questo aspetto fosse comunque già presente sotto forma di aspetti ambientali connessi ai prodotti e ai servizi (i cosiddetti aspetti indiretti),anche se non sempre risultano essere state valutate in modo efficace.
Per questo motivo la nuova Norma si è prefissata di introdurre in modo esplicito il concetto di Ciclo di Vita che ha assunto anche un ruolo sia concettuale che metodologico (come si evince anche nelle sezioni introduttive della Norma medesima).
Risulta importante sottolineare come l’adozione del concetto di “Prospettiva del Ciclo di Vita” avrà un impatto significativo sui Sistemi di Gestione Ambientali, i quali non potranno più escludere dal proprio campo di applicazione, ad esempio, gli aspetti indiretti legati all’esternalizzazione di servizi o parti di essi (ad. esempio fornitori, conto-terzisti).
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Il concetto di “Prospettiva del ciclo di vita (Life Cycle Perspective) non è comunque da confondersi con la più nota “Valutazione del ciclo di vita” (Life Cycle Assesment – LCA) riferita in modo specifico ad un calcolo del complessivo impatto ambientale di un prodotto/servizio, anche se sussistono elementi comuni; basti considerare che in ultima analisi il soddisfacimento dei requisiti della Norma con riferimento alla Prospettiva del ciclo di vita, possano ritenersi soddisfatti da un’analisi specifica del ciclo di vita di tutti i prodotti/servizi forniti.
Ovviamente l’introduzione del nuovo concetto non deve essere inteso come l’obbligo di condurre una vera e propria “Valutazione del ciclo divita” al fine di soddisfare il requisito della Norma; sarà però ovviamente necessario prendere in considerazione, come già anticipato, in modo molto più stringente rispetto a quanto avveniva con la precedente versione della Norma, i rapporti con gli altri soggetti che si interfacciano con la realtà Aziendale (soggetti terzi) nell’ambito di applicazione del Sistema di GestioneAmbientale.
2.4 Il Tema del “Rischio”
Un altro elemento di novità della Norma aggiornata è costituito dal Tema del Rischio, che assume un ruolo di rilievo all’interno del Sistema digestione Aziendale, rispondendo indirettamente ai requisiti dello Standard di base delle Norme ISO (Struttura di livello superiore – HLS) citata al Punto 1.
L’introduzione del Tema del Rischio permette inoltre di rafforzare le interazioni tra diversi sistemi di gestione (Ambiente, Qualità,Sicurezza, ecc) e di garantire una maggiore connessione tra il Sistema di Gestione Ambientale e gli indirizzi strategici e di mercato dell’Azienda.
Un aspetto rilevante, in riferimento al Rischio, è costituito dalla sua accezione che, nell’ambito della Norma revisionata, assume un aspetto positivo (opportunità di crescita a seguito dell’adozione di una efficace gestione ambientale) che si affianca a quello negativo, precedentemente associato a conseguenze non prevedibili negative (basti pensare a danni ambientali a seguito di incidenti o condizioni di emergenza).
Un altro aspetto rilevante nell’ambito della valutazione del rischio è quelle relativo ai soggetti coinvolti nella gestione delle conseguenze associate alle situazionidi rischio. L’elemento di novità consiste infatti nella valutazione del rischio per l’azienda nel non poter soddisfare alcuni obiettivi di qualità definiti all’interno del proprio Sistema di gestione ambientale.
In Figura 2 si riporta una schematizzazione esplicativa del concetto di rischio introdotto all’interno della Norma.
Figura 2
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