Archivi categoria: ISO 14001

Aggiornati gli allegati del Regolamento EMAS

Con Regolamento 2017/1505 del 28 agosto 2017 la Commissione ha modificato gli allegati I, II e III del regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sull’adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS).
La modifica è dovuta alla pubblicazione della nuova ISO 14001:2015 (terza edizione della norma) che ha sostituito la versione 2004 della stessa (che era citata negli allegati EMAS).

 

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Con oltre 24 mila certificazioni l’Italia è divenuto il secondo paese al mondo per numero di certificati ISO 14001.

La prima nazione per numero di certificazioni di prodotto Epd e il terzo per Ecolabel ed Emas. Le certificazioni ambientali oggi rappresentano un valore competitivo per i prodotti e per i consumatori, perché aiutano la qualità e l’innovazione delle imprese, aumentano le esportazioni, il fatturato e l’occupazione delle imprese. Come dimostra l’ultimo rapporto “Certificare per competere” di Fondazione Symbola e Cloros, tra il 2009 e il 2013, le imprese certificate ISO 14001 hanno visto i loro fatturati aumentare mediamente del 3,5%, rispetto al 2% di quelle non certificate. Ancora meglio nell’occupazione, dove le aziende certificate hanno visto crescere gli addetti del 4%, le altre dello 0,2%. Sul fronte export, poi, le imprese con certificazione ambientale esportano nell’86% dei casi, mentre le non certificate nel 57%.

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La valutazione aspetti ambientali in ambito ISO 14001:2015

Un aspetto ambientale è il modo in cui la propria attività, servizio o prodotto influisce sull’ambiente. Per esempio, uno dei possibili aspetti ambientali per un autolavaggio potrebbe essere relativo a un detergente potenzialmente inquinante per le acque (tale inquinamento costituisce l’impatto ambientale).

Di seguito, si riportano alcuni esempi di collegamenti tra attività, servizi, aspetti e impatti.

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Un impatto ambientale è un cambiamento dell’ambiente. Gli impatti ambientali sono causati da aspetti ambientali.

Le fasi seguenti costituiscono un approccio semplice e sistematico per individuare, valutare e gestire gli aspetti ambientali.

1. Definizione del campo di applicazione dell’SGA

Prima di cominciare ad affrontare gli aspetti e gli impatti ambientali, è necessario definire il campo di applicazione dell’SGA. Si può scegliere di applicare la ISO 14001 all’intera organizzazione, o solo a una specifica unità, sede o prodotto. Una volta presa questa decisione, il campo di applicazione dell’SGA è stato definito. Da qui in avanti, tutte le attività, i servizi e i prodotti che ricadono all’interno del campo di applicazione che è stato definito devono essere presi in considerazione nell’individuazione degli aspetti e degli impatti ambientali.

2. Identificazione degli aspetti ambientali

Per prima cosa, spieghiamo i termini attività, servizio e prodotto. Un’attività è una componente dell’attività principale dell’azienda (p.es. le fasi del processo di produzione). Servizio indica un servizio ausiliario a supporto delle attività principali (p.es. caldaia, riscaldamento e aria condizionata, manutenzione). Un prodotto è una merce che si offre sul mercato. Un aspetto ambientale del prodotto potrebbe essere, per esempio, un confezionamento del prodotto sovrabbondante o il grado di riciclabilità del prodotto al termine del suo ciclo di vita.

Come afferma la 14001, “L’organizzazione deve stabilire una procedura per identificare gli aspetti ambientali e determinare quegli aspetti che hanno o possono avere un impatto significativo sull’ambiente”. Inoltre, si deve tenere un registro degli aspetti ambientali, che viene tenuto aggiornato e tiene conto di attività, prodotti o servizi nuovi o modificati previsti.

Gli aspetti possono essere suddivisi in diretti e indiretti. Gli aspetti ambientali diretti sono associati con attività, prodotti e servizi dell’organizzazione stessa, su cui quest’ultima ha un controllo di gestione diretto (p.es. come si gestiscono i rifiuti presso la propria sede). Tuttavia, per le organizzazioni di tipo non industriale, ci si concentrerà spesso sugli aspetti ambientali indiretti delle attività (p.es. come i propri subappaltatori gestiscono i rifiuti presso la propria sede, aspetti controllati lungo la catena, aspetti controllati dai clienti).

Al fine di individuare i propri aspetti ambientali, è necessario studiare come le attività, i prodotti e i servizi della propria organizzazione influiscono sull’ambiente. L’identificazione degli aspetti ambientali spesso prende in considerazione, per esempio, le emissioni nell’aria, gli scarichi nell’acqua e nel suolo, l’uso di materie prime, i rifiuti e le risorse naturali, gli impatti sulla biodiversità, ecc.

Nell’individuazione degli aspetti ambientali, tutte le componenti delle attività operative dell’azienda nell’ambito dello campo di applicazione devono essere prese in considerazione, non solo le ovvie attività principali di produzione o servizi. Per esempio, la maggior parte di stabilimenti hanno un reparto manutenzione, uffici, mensa, sistemi di riscaldamento e condizionamento, aree di parcheggio, nonché attività di subappaltatori e fornitori, ciascuna delle quali può avere un impatto sull’ambiente.

Varie tecniche possono essere usate per compilare un elenco complessivo degli aspetti e impatti ambientali di uno stabilimento: per esempio, il metodo della catena di valore, il metodo del flusso di processo, l’identificazione dei materiali, il metodo della conformità con i requisiti legali, ecc.

Una buona pratica è coinvolgere un team interfunzionale che comprenda le principali aree di attività.

Per ciascun tipo di attività, prodotto o servizio, è necessario elencare il relativo specifico aspetto ambientale: in questo modo si otterrà un elenco o una matrice generali degli aspetti e degli impatti.

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3. Valutazione degli aspetti ambientali significativi

Lo scopo della valutazione degli impatti ambientali è concentrarsi su ciò che conta di più (come secondo il principio di Pareto). Non è necessario gestire tutti gli aspetti ambientali, ma solo quelli che sono, in base ai propri specifici criteri, considerati significativi.

Gli aspetti ambientali significativi sono al centro del sistema di gestione ambientale della propria organizzazione.

A seconda del tipo, della natura e della complessità dell’organizzazione, esistono molte tecniche disponibili per eseguire una valutazione per determinare la significatività degli aspetti ambientali. Nel valutare la significatività si deve tenere conto di:

  • potenziale di causare danni ambientali
  • dimensioni e frequenza dell’aspetto
  • importanza per gli stakeholder dell’organizzazione
  • requisiti della legislazione ambientale in materia

Ogni organizzazione deve fissare i propri criteri di significatività sulla base di un esame sistematico dei propri aspetti ambientali e dei loro impatti effettivi e potenziali.

4. Gestire gli aspetti ambientali significativi

Ciascun aspetto significativo deve essere messo sotto controllo attuando uno o più dei controlli seguenti: persona responsabile (ISO 14001; 4.4.1), piano di formazione (ISO 14001; 4.4.2) o procedura, checklist e/o programma di manutenzione (ISO 14001; 4.4.6). Il livello di controllo deve essere adeguato per la natura e il rischio dell’aspetto significativo. Ciascuno degli elementi sopracitati è una parte della routine di lavoro quotidiana.

Un SGA può spesso essere più complicato del necessario. Il segreto per un SGA efficace è cogliere bene gli aspetti ambientali sin dal principio. Identificare gli aspetti ambientali in modo corretto, oltre a far risparmiare tempo, consentirà di conseguire grandi vantaggi dall’SGA, una volta che sarà stato implementato.

Autore: Robert Verbanac – Advisera.com

Confronto tra #ISO #14001:2015 e ISO 14001:2008

In molti sono curiosi di confrontare la nuova norma ISO 14001:2015 con l’attuale ISO 14001:2004. La Perry Johnson Registrars ha realizzato la tabella che segue per offrirvi un confronto più approfondito tra le analogie e le differenze tra la vecchia norma e la nuova Struttura ad Alto Livello. B – Downlonad

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