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Pubblicato Kit Integrazione Direttiva NIS 2 e ISO 9001:2015

Pubblicato Kit Integrazione Direttiva NIS 2 e ISO 9001:2015, con procedure, tabella correlazione e indicazioni operative per integrare i requisiti NIS 2 con ISO 9001:2015.

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Il Kit Integrazione Direttiva NIS 2 e ISO 9001:2015 è progettato per supportare le aziende nell’adeguamento alla Direttiva NIS 2, integrando i requisiti di sicurezza IT all’interno di un SGQ conforme a ISO 9001:2015.

Questo kit include (totale 27 documenti editabili):

▶️Tabella di Integrazione: Una tabella dettagliata che mette in relazione i requisiti della Direttiva NIS 2 con i corrispondenti punti della norma ISO 9001:2015, con indicazione delle modifiche da apportare alla documentazione SGQ esistente.

▶️10 Procedure Specifiche formato MS Word: Procedure operative pronte all’uso, personalizzabili, che coprono ogni aspetto dell’integrazione.

▶️13 Modelli di Registrazione (FR) formato MS Excel: Documenti associati per supportare le attività descritte nelle procedure. 

▶️Checklist di Verifica: Uno strumento pratico per verificare l’efficacia dell’integrazione.

ISO 9001 – Quando si emette un’azione correttiva? Come si misurano le azioni correttive?

Alertiso.com – 17/9/2024
ISO #9001 – Quando si emette un’azione correttiva? Come si misurano le azioni correttive?
Non è pratico emettere azioni correttive per tutte le non conformità rilevate in un sistema di gestione ISO 9001. La direzione non può sostenere l’azione correttiva  per tutti i problemi, perché in genere, non ci sono abbastanza risorse 

Quando si emette un’azione correttiva? Come si decide quali problemi necessitano di un’azione correttiva?
Consiglio di attivare azioni correttive in base a questi problemi 
– Reclami dei clienti
– Problemi di qualità ad alto costo
– Ritardi eccessivi di produzione
– Quantità di difetti fuori norma
– Problemi legati alla sicurezza
– Problemi di audit non risolti

Continua su www.alertiso.com

▶️Pubblicato Kit software Sistemi di Gestione ISO 9001.

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▶️Pubblicato Kit software Sistemi di Gestione ISO 9001.

Risparmia tempo e risorse, abbandona la confusione e la poca praticità dei fogli di Excel e documenti in MS Word che molti utilizzano per gestire i Sistemi di Gestione ISO 9001, con la nostra Raccolta di 8 software per gestire in modo completo il Sistema di Gestione ISO 9001.

▶️Questo pacchetto include una suite completa di software progettati per aiutarti a pianificare, implementare e gestire tutte le attività richieste dai sistemi di gestione ISO 9001, in modo efficiente ed efficace.
_ Gestione documentazione
_ Gestione Audit
_ Gestione Check list
_ Gestione strumenti di misura
_ Gestione valutazione rischi processi aziendali
_ Gestione non conformità
_ Gestione fornitori
_ Gestione cambiamento climatico

Aggiornato Kit Audit ISO 9001:2015

Abbiamo aggiornato Kit Audit ISO 9001:2015, la raccolta di strumenti (software, check list ed ebook) per gestire e realizzare efficacemente gli Audit ISO 9001:2015.
La nuova versione include un interessante e utilissimo strumento per preparare i dipendenti ad eventuali domande dell’auditor.

Come realizzare l’aggiornamento ISO 9001:2015 al climate change – Amd 1:2024

Con l’Addendum di febbraio la norma ISO 9001:2015 è stata modificata nei due requisiti 4.1.e 4.2 che ora sono così strutturati

  • Requisito 4.1 Requisito Comprendere l’organizzazione ed il suo contesto – determinare se il cambiamento climatico è una questione pertinente;
  • Requisito 4.2 Nota Esigenze ed aspettative delle parti interessate – le parti interessate possono avere requisiti relativi al cambiamento climatico. Questa modifica sottolinea l’importanza di identificare e comprendere i requisiti legati al clima che possono influenzare le relazioni con le parti interessate.

Queste modifiche sottolineano l’imperativo per le organizzazioni di incorporare considerazioni relative al cambiamento climatico nelle loro strategie e nei sistemi di gestione della qualità. Le organizzazioni sono incoraggiate a sviluppare una resilienza strategica e operativa di fronte ai rischi ambientali, come le interruzioni della catena di approvvigionamento dovute a fenomeni meteorologici estremi o la necessità di innovare nei prodotti per ridurne l’impronta di carbonio.

Questo aggiornamento rappresenta un progresso significativo verso l’armonizzazione delle pratiche di gestione della qualità con gli obiettivi di sostenibilità ambientale. Riflette una consapevolezza crescente dell’urgenza di affrontare le questioni ambientali, evidenziando come le normative ISO possano sostenere gli sforzi globali per mitigare l’impatto del cambiamento climatico. L’iniziativa segue la direzione stabilita dalla Dichiarazione di Londra sul cambiamento climatico, mirando a promuovere un’azione congiunta tra le organizzazioni a livello globale per affrontare le sfide climatiche.

Per adempiere ai requisiti di questo punto nell’ottica della nuova aggiunta, le organizzazioni possono seguire alcuni semplici passaggi:
valutazione della rilevanza – le organizzazioni devono iniziare con una valutazione approfondita per determinare se e come il cambiamento climatico influisca sulla loro attività. Questo include l’analisi dei rischi associati al cambiamento climatico come, ad esempio, l’impatto sulle risorse, la gestione della catena di fornitura, gli aspetti produttivi e la domanda dei consumatori integrazione nella gestione dei rischi – una volta identificata la rilevanza del cambiamento climatico, le organizzazioni dovrebbero integrare questi rischi nel loro processo di gestione dei rischi, aggiornando le procedure esistenti per includere fattori legati al clima e garantendo che le strategie di mitigazione siano in linea con gli obiettivi di sostenibilità obiettivi e pianificazione

– stabilire obiettivi specifici legati al cambiamento climatico che possono includere la riduzione delle emissioni di gas serra, l’efficienza energetica o l’utilizzo di risorse rinnovabili. La pianificazione dovrebbe spiegare nel dettaglio come questi obiettivi verranno raggiunti, quali risorse saranno necessarie e quali tempistiche verranno seguite

implementazione – modificare le attività aziendali per allinearle agli obiettivi di sostenibilità stabiliti.
Questo step può includere l’adozione di tecnologie pulite, la riduzione degli sprechi, il miglioramento dell’efficienza dei processi e la formazione dei dipendenti sull’importanza del cambiamento climatico monitoraggio e revisione

– monitorare regolarmente i progressi verso gli obiettivi di sostenibilità e valutare l’efficacia delle strategie adottate comunicazione e coinvolgimento delle parti interessate

– informare le parti interessate, inclusi clienti, fornitori e la comunità locale, in merito agli sforzi dell’organizzazione per affrontare il cambiamento climatico.
Questo non solo migliora la reputazione dell’azienda ma incoraggia anche un approccio collaborativo alla sostenibilità.

Per soddisfare i requisiti di questa aggiunta, le organizzazioni possono adottare un approccio metodico:

  1. Valutazione dell’Impatto: Iniziate con un’analisi dettagliata per capire l’effetto del cambiamento climatico sulla vostra attività. Esaminare i rischi climatici, come influenzano le risorse, la catena di fornitura, i processi produttivi, e la domanda dei consumatori.
  2. Integrazione nella Gestione dei Rischi: Identificata l’importanza del cambiamento climatico, incorporate questi rischi nel vostro framework di gestione dei rischi. Aggiornate le procedure per includere considerazioni climatiche, assicurandovi che le misure di mitigazione siano coerenti con i vostri obiettivi di sostenibilità.
  3. Definizione di Obiettivi e Pianificazione: Impostate obiettivi chiari legati al clima, quali la diminuzione delle emissioni, il miglioramento dell’efficienza energetica, o l’adozione di risorse sostenibili. Dettagliate le strategie per raggiungere questi obiettivi, specificando risorse necessarie e cronogramma.
  4. Attuazione: Adeguare le operazioni aziendali per allinearsi agli obiettivi di sostenibilità. Questo può comportare l’introduzione di tecnologie sostenibili, la riduzione dei rifiuti, l’ottimizzazione dei processi, e la sensibilizzazione dei dipendenti sull’importanza delle azioni climatiche.
  5. Monitoraggio e Valutazione: Sorvegliate costantemente i progressi verso gli obiettivi di sostenibilità e valutate l’efficacia delle misure implementate.
  6. Comunicazione e Coinvolgimento: Mantenete informate le parti interessate, incluse clientela, fornitori e comunità, sui vostri sforzi per contrastare il cambiamento climatico. Questo non solo eleva il profilo dell’organizzazione ma promuove anche una collaborazione più ampia verso la sostenibilità.

Pubblicata la Raccolta Kit documentazione sistemi di gestione

E’ disponibile la Raccolta Kit documentazione sistemi di gestione.

In un’unica soluzione tutti i Kit documentali Sistemi di Gestione ISO con lo sconto del 50% rispetto ai singoli prezzi di listino.

Ogni kit è costituito da manuale, procedure e modulistica in formato MS WOrd, editabili.

In omaggio 4 software indispensabili per chi realizza e gestisce i sistemi di gestione, per un valore di 1.200 euro.
_ Audit Doc – software per gestire gli audit dei sistemi di gestione
_ Check list maker – software per realizzare e gestire le check list
ARPA Analisi rischi processi aziendali (per realizzare l’analisi rischi richiesta dall’ISO 9001:2015) (
AR 14001 Analisi rischi impatti ambientali (ai sensi della norma ISO 14001:2015)

Elenco dei kit documentali inclusi nella Raccolta.

1)KIT DOCUMENTAZIONE ISO 22001
2) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 45001:18  
3) KIT DOCUMENTAZIONE SA 8000  
4) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 9001 – IS0 14001 – ISO 45001 – 
5) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 27001  – 
6) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 9001 – ISO 14001
7) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 9001:2015
8) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 14001:2015 –
9) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 50001 
10) Kit Documentazione ISO 13485

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Cosa si intende esattamente per requisito nell’ambito della ISO 9001?

Un “requisito” è l’enunciazione di qualcosa che è necessario, atteso o richiesto in maniera specifica al fine di ottenere un determinato scopo.

Conoscere i requisiti di tutte le parti interessate è fondamentale per progettare, implementare e mantenere bene nel tempo un sistema qualità. Se è vero, infatti, che le organizzazioni sono create per raggiungere un obiettivo, adempiere a una mission o centrare un traguardo concordato, è anche vero che tutto questo risulta impossibile senza soddisfare i requisiti di tutti gli stakeholder. I clienti (una delle tante parti interessate), infatti, saranno soddisfatti se riceveranno prodotti o servizi che soddisfino i loro requisiti ma questi requisiti continueranno ad essere soddisfatti nel tempo solamente se lo saranno anche quelli degli altri stakeholder (investitori, dipendenti, fornitori, società, ecc.), cioè se a queste parti interessate verrà dato loro qualcosa in cambio di tutti i contributi esterni ed interni al lavoro dell’organizzazione.

La maggioranza dei requisiti delle parti interessate va in qualche modo “scoperta” dalle organizzazioni perché spesso, se escludiamo i requisiti dei clienti (e a volte nemmeno quelli), non si trova ben definita nei contratti, negli ordini, nei regolamenti, nelle norme o nelle leggi di riferimento. Per questo troppo spesso ci si dimentica di quei requisiti che non attengano ai clienti o alle cogenze.
Oltre a tutto questo lavoro, ogni organizzazione ha l’obbligo – secondo la ISO 9001:2015 – di determinare lo scopo di ognuno di questi requisiti in modo da poter fornire ai clienti prodotti e servizi che siano “fit for purpose“, cioè adatti allo scopo.

I requisiti possono essere espressi in vario modo. Vediamo quali sono i più comuni.

Necessità, bisogni

Bisogni e necessità sono essenziali per la vita e per mantenere certi standard, così come lo sono per prodotti e servizi perché è attraverso l’espressione di bisogni e necessità che si adempie allo scopo che ha portato all’acquisto di questi prodotti o servizi. Ad esempio, un’automobile deve avere un volante e non serve che qualcuno trasformi questa esigenza in un requisito esplicito perché tutti sanno che per guidare un’automobile ci deve essere un volante. Quello che, invece, diventerà sicuramente un requisito è, ad esempio, che questo volante sia rivestito in pelle e cucito a mano.

Le necessità di una persona sono, ovviamente, spesso del tutto differenti da quelle di un’altra e se ognuno di noi ordinasse un prodotto o un servizio in grado di soddisfare in pieno e totalmente queste necessità è ovvio che si tratterebbe di qualcosa di iper personalizzato e, per questo stesso motivo, di molto, troppo caro. Ecco, dunque, che ci sono necessità e necessità e che, spesso, si devono accettare dei compromessi e convivere con prodotti e servizi che hanno caratteristiche che, a volte addirittura vanno al di là di ciò che ci servirebbe, e altre non ci soddisfano in toto. Ecco dunque che, per andare incontro alla molteplicità di bisogni esistenti, i clienti spesso definiscono dei requisiti di partenza in base ai quali scelgono quale prodotto acquistare tra quelli proposti, proprio in base al fatto che essi sembrino soddisfare o meno queste necessità, anche se non sono stati progettati precisamente con questo scopo.

Volontà, esigenze

Se ci concentriamo sui benefici che possiamo trarre da un prodotto o da un servizio, vediamo che necessità e bisogni possono facilmente tarsformarsi in volontà ed esigenze. Un esempio classico è la necessità di cibo che può trasformarsi nella volontà di mangiare un cibo particolare come, ad esempio, del cioccolato o – in maniera ancora più specifica – una certa marca di cioccolato.

Spesso soddisfare queste esigenze non è essenziale come soddisfare veri e propri bisogni ma porta un cliente a preferire un prodotto (o un servizio) a un altro.

Nel far crescere i loro affari, le organizzazioni creano la domanda per i loro prodotti e servizi basandosi molto spesso proprio sulla soddisfazione di queste volontà che possono nascere, ad esempio, da una campagna marketing ben organizzata e dall’immagine che ne deriva. Per intenderci meglio, cinquant’anni fa non sentivamo il bisogno di mangiare verdura estiva in pieno inverno ma, dato che oggi esistono organizzazioni che rendono possibile tutto questo, ecco che nel consumatore si è creata una nuova esigenza da soddisfare, quindi un nuovo requisito. Mangiare pomodori a gennaio non è essenziale per la sopravvivenza o per vivere più sicuri o per realizzarci meglio nella vita ma sappiamo che è una possibilità che oggi esiste e abbiamo imparato a volerla e persino a sentirne l’esigenza.

Fonte: Qualitiamo.com