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ISO:nuovi requisiti sul climate change

Con una mossa rivoluzionaria volta a integrare le considerazioni sul clima nelle pratiche commerciali globali, l’Organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO) e l’International Accreditation Forum (IAF) hanno annunciato la pubblicazione degli emendamenti sull’azione per il clima . A partire dal 23 febbraio 2024, queste modifiche sono state introdotte agli standard ISO sui sistemi di gestione (MSS) esistenti e futuri, sottolineando l’impegno dell’ISO a favore dell’azione per il clima .

L’essenza e lo scopo degli emendamenti

Le modifiche derivano dalla risoluzione dell’ISO a sostegno della Dichiarazione ISO di Londra sui cambiamenti climatici , concentrandosi sull’integrazione delle considerazioni climatiche nei sistemi di gestione organizzativa per migliorare la loro efficacia nel raggiungimento dei risultati attesi. Ciò comporta l’aggiunta di nuove dichiarazioni a numerosi standard, sia esistenti che in fase di sviluppo, per incorporare la consapevolezza e l’azione sui cambiamenti climatici nelle principali strategie operative delle organizzazioni.

L’obiettivo è rendere le considerazioni sul cambiamento climatico parte integrante dei sistemi di gestione, non come un ripensamento ma come un elemento cruciale nell’orientare le pratiche e le politiche organizzative. Questa iniziativa è incapsulata nella Struttura Armonizzata delle Direttive ISO/IEC e rappresenta un cambiamento significativo nell’approccio alla responsabilità ambientale dell’ISO.

Sottolineando la necessità di affrontare gli impatti del cambiamento climatico attraverso l’ambito del sistema di gestione, le modifiche si propongono di migliorare la resilienza organizzativa e l’adattabilità ai rischi legati al clima . Le organizzazioni sono incoraggiate a valutare questi rischi e, ove pertinente, a integrarli nei propri obiettivi strategici e negli sforzi di mitigazione del rischio. 

Quali sono gli emendamenti?

Queste modifiche sono state applicate alle clausole 4.1 e 4.2 degli attuali standard Annex SL:

  • Clausola 4.1 – “Comprendere l’organizzazione e i suoi requisiti di contesto”, è stato aggiunto un nuovo requisito: “L’organizzazione deve determinare se il cambiamento climatico è una questione rilevante”.
  • Clausola 4.2 – “Comprendere i bisogni e le aspettative delle parti interessate”, è stata aggiunta una nuova nota: “NOTA: le parti interessate rilevanti possono avere requisiti relativi al cambiamento climatico.”

Un elenco di standard sottoposti a modifiche

Le modifiche riguardano una vasta gamma di standard, tra cui:

  • Sistemi di Gestione della Qualità ISO 9001:2015
  • ISO 22301:2019 Sistemi di gestione della continuità aziendale
  • ISO/IEC 27001:2022 Sicurezza delle informazioni, sicurezza informatica e protezione della privacy
  • ISO 50001:2018 Sistemi di gestione dell’energia
  • ISO 45001:2018 Sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro
  • ISO 14001:2015 Sistemi di Gestione Ambientale
  • Sistemi di gestione anti-corruzione ISO 37001:2016
  • ISO 22000:2018 Sistemi di gestione della sicurezza alimentare

Questo ampio ambito indica l’impegno dell’ISO nell’integrare le considerazioni sul clima in diverse aree operative.

Cosa significa questo per le aziende che dispongono di certificazioni per uno o più di questi standard di sistema di gestione

Alcune aziende certificate potrebbero aver già considerato come adattarsi ai cambiamenti climatici per continuare a raggiungere i propri obiettivi. Le aziende possono anche decidere (o essere obbligate dalle parti interessate) a intraprendere azioni per mitigare il cambiamento climatico come parte delle loro attività. Entrambi questi elementi sono ora inclusi nella struttura armonizzata. Incorporando il cambiamento climatico nel sistema di gestione, l’obiettivo dell’ISO è quello di consentire alle organizzazioni di affrontare in modo proattivo i rischi e le opportunità legati al clima, migliorare la resilienza e contribuire agli sforzi di sostenibilità globale. 

In termini di standard del tuo sistema di gestione, pensa a come il cambiamento climatico può influenzare la tua attività e determina se si tratta di una questione rilevante che deve essere affrontata. A seconda del tipo di standard e di settore, il cambiamento climatico potrebbe avere un impatto su diverse aree all’interno di un’organizzazione, ad esempio: catene di fornitura, salute e sicurezza dei dipendenti, disponibilità di energia o risorse, continuità aziendale e soddisfazione dei requisiti e delle aspettative dei clienti. Potresti voler valutare le tendenze, i requisiti e le normative del settore relative al cambiamento climatico. Molte industrie sono sempre più colpite dalle normative sul cambiamento climatico, dalle preferenze dei consumatori per prodotti sostenibili e dai cambiamenti nelle catene di approvvigionamento dovuti a fattori ambientali.

Un’altra area da considerare è se il cambiamento climatico sia una questione rilevante per i tuoi clienti o altri stakeholder aziendali, il che implica comprendere i loro valori, le loro preoccupazioni e il modo in cui il cambiamento climatico può influire sui loro interessi. Il successo e la sostenibilità della vostra azienda sono il risultato di un solido sistema di gestione, che comprende non solo l’anticipazione del cambiamento (e la valutazione dei rischi e delle opportunità), ma anche la definizione di obiettivi e traguardi relativi all’adattamento e alla mitigazione dei cambiamenti climatici e l’integrazione delle politiche climatiche. requisiti correlati nelle vostre politiche, procedure e processi. 

Sistemi di gestione – 10 errori da evitare nella gestione dei reclami

10 Errori da Evitare nella Gestione dei Reclami

La gestione efficace dei reclami è fondamentale per il successo di qualsiasi azienda. I reclami dei clienti possono offrire un feedback prezioso e forniscono l’opportunità di migliorare i servizi e prodotti offerti. Tuttavia, molti gestori fanno errori comuni nel gestire questi reclami. Ecco dieci errori da evitare nella gestione dei reclami.

  1. Ignorare i reclami: Questo è il più grande errore che le aziende possono fare. I reclami dei clienti sono un’opportunità per imparare e migliorare. Ignorarli può portare a insoddisfazione del cliente e potenziale perdita di affari.
  2. Rispondere in modo difensivo: Quando un cliente si lamenta, è importante ascoltare con un atteggiamento aperto e non difensivo. Difendere l’azienda o il prodotto può far sentire il cliente non ascoltato e non apprezzato.
  3. Non documentare i reclami: E’ importante registrare ogni reclamo per tracciarli e analizzarli. Questo aiuta a identificare i problemi ricorrenti e a elaborare piani per risolverli.
  4. Risposta ritardata: Il tempo di risposta è fondamentale quando si gestiscono i reclami. Una risposta rapida mostra al cliente che il suo problema è considerato importante.
  5. Non formare adeguatamente il personale: Il personale che gestisce i reclami dovrebbe essere adeguatamente formato su come rispondere e risolvere le lamentele dei clienti in modo efficace ed efficiente.
  6. Non risolvere il problema alla radice: Se non si affronta la causa principale del reclamo, è probabile che lo stesso problema si ripresenti in futuro. Questo può portare a una maggiore insoddisfazione del cliente.
  7. Non comunicare con il cliente: La mancanza di comunicazione può far sentire il cliente trascurato. È importante mantenere il cliente aggiornato sullo stato del suo reclamo e sulle azioni che l’azienda sta intraprendendo per risolverlo.
  8. Non personalizzare la risposta: Ogni cliente e ogni reclamo sono unici. Rispondere con una risposta generica può far sentire il cliente non valorizzato. È importante personalizzare la risposta in base al cliente e al problema specifico.
  9. Non seguire i reclami: Dopo aver risolto un reclamo, è importante fare un follow-up con il cliente per assicurarsi che sia soddisfatto della risoluzione e per dimostrare che l’azienda si preoccupa del suo benessere.
  10. Non imparare dai reclami: Infine, ogni reclamo dovrebbe essere visto come un’opportunità di apprendimento. Analizzare i reclami può aiutare l’azienda a identificare le aree in cui può migliorare.

In conclusione, la gestione efficace dei reclami richiede attenzione, impegno e una comunicazione chiara e aperta. Evitando questi dieci errori comuni, le aziende possono trasformare i reclami dei clienti

Aggiornati i Kit documentazione sistemi di gestione

Sono stati aggiornati tutti i Kit documentazione sistemi di gestione, con 3 nuovi software professionali di grande utilità, per un valore superiore ai 1.000 euro:
Audit Doc per realizzare e gestire qualsiasi tipologia di Audit
Check list maker per la gestione delle check list
Software NC – Gestione non conformità (vedi video demo) per gestire le non conformità dei sistemi di gestione.

La collana editoriale Kit documentazione sistemi di gestione è costituita dai seguenti prodotti:

1) Raccolta KIT DOCUMENTALI SISTEMI DI GESTIONE
2) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 45001:18 

3) KIT DOCUMENTAZIONE SA 8000 
4) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 9001 – IS0 14001 – ISO 45001 
5) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 27001  
6) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 9001 – ISO 14001
7) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 9001:2015
8) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 14001:2015 –
9) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 50001
10) Kit Documentazione ISO 13485
11) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 22000

Autore: Dr. Matteo Rapparini – Esperienza professionale Il Sole 24 Ore spa – Autore ed editore dal 2002 di decine di software, kit documentali e corsi on line inerenti i sistemi di gestione ISO scelti da oltre 6.500 professionisti e aziende.
Editore, primo in Italia a realizzarli e a distribuirli online dal 2002.
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Pubblicata la Raccolta Kit documentazione sistemi di gestione

E’ disponibile la Raccolta Kit documentazione sistemi di gestione.

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Ogni kit è costituito da manuale, procedure e modulistica in formato MS WOrd, editabili.

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_ Audit Doc – software per gestire gli audit dei sistemi di gestione
_ Check list maker – software per realizzare e gestire le check list
ARPA Analisi rischi processi aziendali (per realizzare l’analisi rischi richiesta dall’ISO 9001:2015) (
AR 14001 Analisi rischi impatti ambientali (ai sensi della norma ISO 14001:2015)

Elenco dei kit documentali inclusi nella Raccolta.

1)KIT DOCUMENTAZIONE ISO 22001
2) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 45001:18  
3) KIT DOCUMENTAZIONE SA 8000  
4) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 9001 – IS0 14001 – ISO 45001 – 
5) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 27001  – 
6) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 9001 – ISO 14001
7) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 9001:2015
8) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 14001:2015 –
9) KIT DOCUMENTAZIONE ISO 50001 
10) Kit Documentazione ISO 13485

Il Sistema di gestione – parte 2

Scopo o funzione del sistema

I sistemi non devono avere per forza uno scopo che sarebbe poi la ragione stessa della loro esistenza ma devono avere almeno una funzione che consiste in ciò che fanno.

Il modo migliore di dedurre lo scopo di un sistema è quello di osservarlo per vedere come si comporta. Il sistema dei freni montato su un’automobile, per esempio, permette al guidatore di fermare la vettura e il sistema respiratorio permette al corpo di introdurre ossigeno.

Dall’introduzione della ISO 9001:2015 possiamo dedurre che lo scopo del sistema qualità è quello di mettere un’organizzazione in grado di fornire prodotti e servizi che soddisfino in modo costante i requisiti dei clienti, le cogenze e i riferimenti normativi.

Elementi

All’interno della ISO 9000:2015 non c’è alcuna spiegazione relativamente agli elementi costitutivi del sistema ma la troviamo nell’annesso SL dove si specifica che gli elementi del sistema comprendono:

  • la struttura dell’organizzazione;
  • i ruoli e le responsabilità;
  • la pianificazione;
  • le attività operativ;e
  • e, anche se non vengono menzionate, possiamo aggiungere le persone con il loro modo di lavorare

Gli elementi sono ciò che rende il sistema quello che è, le sue variabili. Se variano gli elementi, cambia la natura stessa del sistema.
Se proviamo a dividere in due gruppi gli elementi di un sistema qualità possiamo avere:

  • elementi tangibili: persone, prodotti, servizi, strumenti, energia, macchinari, ambienti di lavoro, ecc.
  • elementi intangibili: fiducia, fidelizzazione della clientela, reputazione, competenze principali, ecc.

Connessioni

All’interno di un sistema le parti o gli elementi di un sistema sono connessi uno all’altro in maniera organizzata e, dunque, le connessioni sono un’altra proprietà importante dei sistemi.

Molte di queste interconnessioni operano all’interno dei sistemi attraverso i flussi delle informazioni. Ad esempio, se consideriamo una squadra di calcio, i suoi elementi sono connessi uno all’altro attraverso le regole del gioco, la strategia dell’allenatore e le comunicazioni tra i giocatori.

 

Il sistema di gestione parte 1

Negli ultimi 50 anni le organizzazioni sono state fortemente incoraggiate a progettare e a implementare sistemi di gestione per migliorare la prevedibilità di certe performance e per convincere i clienti che stanno lavorando nel modo giusto. Molto di questo “incoraggiamento” si deve alle normative che sono state sviluppate per creare dei veri e propri benchmark che permettessero a un sistema di essere giudicato nella sua adeguatezza e maturità.

Il mondo è qualcosa di immensamente complesso e, a volte, addirittura caotico in cui tutti interagiscono all’interno di un ambiente costantemente in trasformazione. Quando i manager delle organizzazioni si confrontano con problematiche importanti, tendono spesso a spezzettarle per affrontarle in maniera più semplice ma questo non significa che tutte le parti verranno affrontate nello stesso momento o dallo stesso manager. Il risultato di tutti questi sforzi separati non assicurano affatto che la somma delle migliori singole soluzioni individuate per ogni parte della problematica sia migliore di una soluzione studiata per la problematica nel suo insieme. Ecco perché, a mano a mano che le aziende diventano più complesse, si dovrebbe diventare più coscienti dei pericoli derivanti dalla mentalità dei silo, cioè dei singoli dipartimenti che si percepiscono come un qualcosa di isolato dal resto dell’azienda.

Negli ultimi 60 anni si è provato ad ovviare a tutto questo con nuove teorie capaci di aiutarci a comprendere meglio e ad affrontare la complessità esaminando le situazioni nella loro interezza e abituandoci a ragionare in termini di sistema e di sue componenti.
Questo modo di approcciarsi ai problemi non è altro che l’essenza di un sistema gestionale come può essere, ad esempio, il sistema qualità

Un “sistema” è qualcosa costituito da un insieme di oggetti che vanno a formare un insieme complesso. Quando si ragiona in un’ottica di sistema bisogna prestare attenzione al modo sistemico che hanno queste entità di interagire per produrre un qualche risultato.

Un sistema di gestione è:

un insieme di elementi di un’organizzazione che interagiscono tra loro per stabilire obiettivi, politiche, ecc.
un insieme dei processi necessari al raggiungimento degli obiettivi

Un sistema di gestione, dunque, è composto da elementi e processi (cioè di attività che utilizzano degli input per arrivare a un certo risultato).
Ci sono differenti tipi di sistemi e differenti modi di classificarli. Uno dei modi più diffusi è quello di dividerli in due categorie ben distinte:

sistemi astratti (sistemi di concetti)
sistemi concreti (sistemi di oggetti)

Il sistema di gestione della qualità è, ovviamente, un sistema astratto mentre, ad esempio, un’automobile può considerarsi un sistema concreto.

I sistemi possiedono diverse proprietà che dipendono dalla loro tipologia. Vediamole una ad una.
Confini

I sistemi hanno raramente confini ben definiti (è difficile stabilire un confine, ad esempio, tra l’inquinamento prodotto da un’automobile e il naso che lo respira…) ma possiamo provare a tracciarli a livello di convenzioni sociali, modelli mentali, confini artificiali, ecc.

Il confine di un sistema, dunque, è solitamente qualcosa che viene ipotizzato per convenienza e che serve per poterlo esaminare scindendolo dall’ambiente. Una volta tracciati i confini di un sistema, se proviamo a spostarli, ci ritroviamo con un sistema completamente diverso.

Ciò che viene incluso all’interno di un sistema sono quegli elementi strettamente influenzati e controllati dallo stesso. Tutto ciò che può influenzare il sistema ma non può esserne influenzato va posto, invece, al di fuori dei suoi confini. Vanno poste al di fuori dai confini del sistema anche quelle piccole cose che hanno un’influenza piccolissima e che, dopo un’attenta analisi, non risultano importanti per il nostro scopo. Agire in questo modo ci permetterà di mantenere il sistema ad un livello comprensibile e gestibile.

Scopo o funzione del sistema

I sistemi non devono avere per forza uno scopo che sarebbe poi la ragione stessa della loro esistenza ma devono avere almeno una funzione che consiste in ciò che fanno.

Il modo migliore di dedurre lo scopo di un sistema è quello di osservarlo per vedere come si comporta. Il sistema dei freni montato su un’automobile, per esempio, permette al guidatore di fermare la vettura e il sistema respiratorio permette al corpo di introdurre ossigeno.

Dall’introduzione della ISO 9001:2015 possiamo dedurre che lo scopo del sistema qualità è quello di mettere un’organizzazione in grado di fornire prodotti e servizi che soddisfino in modo costante i requisiti dei clienti, le cogenze e i riferimenti normativi.

Elementi

All’interno della ISO 9000:2015 non c’è alcuna spiegazione relativamente agli elementi costitutivi del sistema ma la troviamo nell’annesso SL dove si specifica che gli elementi del sistema comprendono:

  • la struttura dell’organizzazione;
  • i ruoli e le responsabilità;
  • la pianificazione;
  • le attività operativ;e
  • e, anche se non vengono menzionate, possiamo aggiungere le persone con il loro modo di lavorare

Gli elementi sono ciò che rende il sistema quello che è, le sue variabili. Se variano gli elementi, cambia la natura stessa del sistema.
Se proviamo a dividere in due gruppi gli elementi di un sistema qualità possiamo avere:

  • elementi tangibili: persone, prodotti, servizi, strumenti, energia, macchinari, ambienti di lavoro, ecc.
  • elementi intangibili: fiducia, fidelizzazione della clientela, reputazione, competenze principali, ecc.

Connessioni

All’interno di un sistema le parti o gli elementi di un sistema sono connessi uno all’altro in maniera organizzata e, dunque, le connessioni sono un’altra proprietà importante dei sistemi.

Molte di queste interconnessioni operano all’interno dei sistemi attraverso i flussi delle informazioni. Ad esempio, se consideriamo una squadra di calcio, i suoi elementi sono connessi uno all’altro attraverso le regole del gioco, la strategia dell’allenatore e le comunicazioni tra i giocatori.

Fonte: qualitiamo.com

Pubblicato Kit integrato qualità, ambiente e sicurezza ISO 9001:2015, ISO 14001:2015, OHSAS 18001:07


Sistema documentale integrato ISO 9001:2015, ISO 14001:2015, OHSAS 18001:07 costituito da:
manuale, procedure e modulistica
Formato MS Word editabile

1) Manuale integrato qualità, ambiente, sicurezza – estratto

2) Procedure qualità e ambiente ISO 9001:2015 – ISO 14001:2015 complete di modulistica
Procedura Analisi dei rischi.doc – Vedi estratto
Procedura Analisi del Contesto .docx
Procedura Gestione dei documenti.doc
Procedura Gestione delle NC.doc
Procedura Gestione delle registrazioni.doc
Procedura Gestione verifiche ispettive.doc
Procedura_Controllo_documenti.docx
Procedura_valutazione_aspetti_ambientali.doc Vedi estratto

3) Procedure OHSAS 18001:07 e modulistica relativa
_ Gestione documenti e dati – vedi estratto
_ Gestione addestramento e formazione
_ Gestione azioni non conformità e azioni correttive e preventive
_ Gestione audit interni
_ Gestione riesame della direzione
_ Gestione identificazione pericoli valutazione rischi
_ Gestione DPI
_ Gestione infortuni

4) Check list
Audit interno ISO 9001:2015
Audit interno ISO 14001:2015 – Scarica anteprima
Audit interno OHSAS 18001:07

Invio del prodotto per email entro 2 ore (pagamento con carta di credito) o 24 ore (pagamento con bonifico bancario)

In offerta a 499 euro i.e. anzichè 599 euro i.e.

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Un progetto prezioso e poco noto: il progetto CRISP

Entro marzo previsto uno schema di certificazione per sistemi di sicurezza, valido in tutta Europa per armonizzare il mercato impiantistico con possibili aumenti di efficienza e riduzione dei costi.

Si chiama CRISP – Evaluation and Certification Schemes for Security Products- un progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del settimo programma di riferimento, che ha degli obiettivi oltremodo ambiziosi.

Questo progetto dovrebbe consentire ai legislatori, a livello europeo e nazionale, agli enti di certificazione e di accreditamento, alle camere di commercio, alle compagnie assicurative, ai consulenti professionali per la sicurezza, ai responsabili della protezione dei dati, un quadro di riferimento europeo che si estende ben al di là della valutazione tecnica delle prestazioni di un sistema di sicurezza.

Un esempio che può bene illustrare l’utilità di questo progetto è legato alla progettazione e realizzazione di un sistema di videosorveglianza, di ambito urbano.

Già oggi sappiamo che un tale sistema di sicurezza ha dei risvolti di natura sociale, legale e di protezione dei dati personali, tali da imporre, in molti paesi europei, il rispetto di regole supplementari, che poco hanno a che vedere con gli aspetti tecnici. Ad esempio, in Italia alcune tipologie di impianti devono essere  sottoposte ad una verifica preliminare presso l’autorità garante per la protezione dei dati personali, mentre associazioni di tutela delle libertà e dei diritti civili hanno più volte espresso delle perplessità circa il fatto che alcuni impianti possano portare ad invadere in maniera non appropriata la libertà dei cittadini.

 

La squadra che sta lavorando a questo progetto è composta da sette partner, che rappresentano tutti i portatori di interessi, dalla autorità garante per la protezione dei dati personali della Slovenia, fino all’Istituto di normazione  olandese, all’Università tecnica di Berlino e via dicendo.

Le caratteristiche essenziali di questa metodologia di valutazione CRISP per sono rappresentate da un acronimo che sintetizza gli aspetti principali presi in considerazione (S-T-E-Fi). Eccoli:

  • security, che prende in considerazione la funzionalità di un sistema di sicurezza nel contrastare le minacce e nel ridurre i rischi;
  • trust, che abbraccia le esperienze e le percezioni degli utenti di questi sistemi, sia come operatori, sia come persone comunque coinvolte nel funzionamento di questi sistemi, con particolare attenzione alla trasparenza, alla correttezza e alla responsabilizzazione dei gestori;
  • efficienza, che include la dimensione economica della tecnologia, nel senso più allargato, come ad esempio il costo legato al ciclo di vita del prodotto, che comprende il costo di acquisto, installazione, gestione, manutenzione ed infine eliminazione, al termine della vita utile;
  • Freedom infringement, che esamina l’impatto che i sistemi di sicurezza possono avere sulle libertà i diritti degli individui, con particolare riferimento agli aggiornati i dettati del regolamento generale sulla protezione dei dati 2016/679.

La metodologia CRISP è basata su due fasi.

Dapprima viene sviluppata una valutazione, che comprende i due stadi principali della configurazione e della valutazione della conformità ai principi stessi; successivamente si passa alla certificazione del sistema di sicurezza, rilasciata da un soggetto terzo, che opera in tre stadi l’audit, la certificazione vera e propria e la sorveglianza in corso d’opera.

Il fatto di aver inserito gli aspetti sociali, legali ed economici in un unico schema integrato di valutazione di certificazione, verrà messo presto sotto osservazione pratica, applicandolo proprio ai sistemi di videosorveglianza, che per la loro natura maggiormente si prestano a questo tipo di analisi combinata. Successivamente questo schema potrà essere esteso e applicato ad altri tipi di sistemi di sicurezza, come ad esempio i controlli accessi a distanza e via dicendo.

Perché questo schema è importante per gli enti legislativi e regolamentari.

Questi enti, insieme agli altri soggetti illustrati in precedenza, sono ritenuti colonne fondanti per creare un mercato, basato sulla fiducia sia da parte degli operatori, sia da parte degli utenti e consumatori.

Un altro grande vantaggio dell’obiettivo paneuropeo di questo progetto è quello di fornire le basi per un schema certificativo paneuropeo per i servizi di sicurezza, che potrebbe diventare un elemento chiave per armonizzare i vari schemi di certificazione esistenti in Europa e garantire il mutuo riconoscimento fra tutti gli stati membri.

Una analisi della situazione attuale in Europa dimostra come ogni Stato membro adotti proprie soluzioni e regole, nel campo della certificazione sistemi di sicurezza, con la conseguenza che il mercato risulta frammentato e non competitivo. Uno schema paneuropeo può invece offrire numerosi benefici a tutti i soggetti coinvolti, non ultimo la riduzione dei costi.

Chi scrive aggiunge anche un ulteriore beneficio, legato al fatto che la certificazione di sistemi di trattamento dei dati, esplicitamente prevista dal nuovo regolamento 2016/679, può ben rientrare nell’ambito della gestione e approvazione di sistemi, che siano stati certificati in conformità allo schema CRISP.

Ci auguriamo che tutti i soggetti coinvolti, prima elencati, possano condividere questo approccio e, una volta verificato sperimentalmente, caldeggiarne l’applicazione in ogni singolo paese dell’Unione Europea.

Fonte: Puntosicuro.it

Qual è la differenza tra un processo e una procedura?

All’interno di un Sistema di Gestione della Qualità (SGQ) vi è una netta differenza tra cosa si intenda per “processo” e cosa si identifichi come “procedura” e confondere questi due concetti può diventare un vero problema durante la progettazione di un sistema conforme alla ISO 9001.

La comprensione dei processi e delle procedure è una parte importante di un SGQ perché l’approccio per processi è uno dei principi di gestione della Qualità che rappresentano il fondamento della norma ISO 9001 e perché, conoscendo i processi, potrete capire meglio quali debbano essere le modalità specifiche di creazione di un output e sapere quando sarà necessario disporre di un’eventuale procedura di supporto al processo.

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Uno dei problemi che portano a confondere un processo con una procedura è che all’interno di un Sistema Qualità gli addetti ai lavori spesso utilizzano un gergo che potrebbe non essere ben compreso da tutti, dato che si tratta di un linguaggio tecnico basato su un vocabolario di settore stabilito.
Si tratta di un linguaggio comune e ben compreso tra le persone di questo settore ma quando viene usato all’interno di un’organizzazione è bene assicurarsi di essere stati ben compresi da tutti. Nel contesto di una discussione tecnica che abbia come tema la ISO 9001, le parole “processo” e “procedura” sono termini tecnici che significano qualcosa di specifico. Il pieno significato di un termine tecnico, tuttavia, non è sempre colto prontamente solo grazie alla sua definizione. A volte sono necessarie alcune informazioni di base per comprendere appieno una definizione specifica.

All’interno del contesto rappresentato dalla ISO 9001, una procedura è un modo specificato per svolgere un’attività o un processo mentre un processo è un insieme di attività correlate o interagenti che trasformano un input in un output.
Da sole, però, queste definizioni hanno un valore abbastanza limitato. Una volta che vengono fornite alcune informazioni di base, tuttavia, assumono un senso più profondo.

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Ogni processo viene progettato per soddisfare qualche obiettivo che ne diventa la ragione stessa della progettazione. Un processo in sé è qualcosa che accade.
Una procedura è, insieme, una descrizione della trasformazione che avviene all’interno di un processo e una raccolta di prescrizioni per poterlo svolgere al meglio. Nella procedura si racconta “il modo corretto di fare qualcosa”.

Tecnicamente, quindi, è corretto chiamare una procedura “Proprietà del cliente“, intendendo in questo modo un documento che descriva come vengono gestiti i materiali e le proprietà intellettuali che la clientela affida all’organizzazione, ma non sarebbe corretto avere un processo con questo nome, esattamente come non hanno senso i processi “Identificazione del prodotto” o “Conservazione del prodotto” (che sono anch’essi procedure che descrivono metodologie o attività presenti nei processi principali) perché non si tratta di una serie di attività che trasformano qualcosa in qualcos’altro.
Ad esempio, i processi fondamentali di una piccola società che produce qualcosa potrebbero essere:

  • vendite
  • acquisti
  • ricevimento e controllo forniture
  • produzione
  • trasporto

Le attività di gestione della proprietà del cliente, l’identificazione del prodotto e la conservazione del prodotto potrebbero essere procedure applicabili a molti di questi cinque processi ma si tratta – appunto – di procedure, non di processi.

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Ricordate che è importante che il vostro Sistema Qualità progettato in base ai requisiti della ISO 9001 sia efficace ed efficiente e che nessun sistema può esserlo se fonda su processi non necessari.
Se, dunque, quasi tutto ciò che fate nella vostra organizzazione può essere classificato come un processo, ricordate che affinché qualcosa possa essere definito come “processo” deve avere un input, basarsi su una serie di attività che lo utilizzano e creare un output.

Aggiungiamo anche che non tutti i processi devono avere una procedura, cioè un modo specificato per svolgere un’attività o un processo. Se, ad esempio, parliamo di sviluppo di un software, sappiamo che ogni softwarista codifica in modo diverso da un altro e che non esiste una procedura valida per tutti che possa descrivere questo processo. La persona che progetta software si baserà sulle proprie competenze e conoscenze per decidere come procedere e non su una procedura. Dunque, l’attività di progettazione di un software è sicuramente un processo ma non avrà una procedura di supporto.

E’ chiaro ora?
Avere un processo che non disponga di una procedura di supporto è del tutto normale in quei processi in cui si fa molto affidamento sulle conoscenze e sulle competenze delle persone che svolgono il lavoro. Quando un medico esegue un intervento chirurgico al cervello, non ha una procedura documentata da seguire perché si basa molto sulla propria esperienza e sulle conoscenze che ha acquisito e questo è del tutto normale.

Sta alla singola organizzazione decidere se un processo debba venire descritto in una procedura oppure no e, a questo proposito, abbiamo visto che – almeno a livello formale – la nuova ISO 9001:2015 contiene molti meno obblighi legati alla preparazione di un supporto documentale e che alle organizzazioni viene lasciata molta più libertà di decidere se abbiano o meno bisogno di documentare una procedura al fine di garantire risultati costanti da parte di un processo.

Fonte: qualitiamo.com

#Corsi in aula dal 12 al 19 luglio 2016

13 luglio 2016
UNI Monitorare l’andamento dei processi aziendali con KPI oggettivi Locandina

15 luglio 2016
UNI Istruzioni per l’uso Res. 1.7.4 – D.M. 2006/42/CE redigerle con il Linguaggio Tecnico Semplificato e le tecnologie ICT di ultima generazione per una buona leggibilità a costi contenuti – Locandina

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Come realizzare un sistema qualità conforme alla ISO 9001:2015
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18 luglio 2016
Corso ACCREDIA ANGQ “Conoscere i requisiti della norma ISO 9001:2015” – Locandina

19 luglio 2019
TUV ITALIA – Corso di aggiornamento per Auditor/Lead Auditor di Sistemi di Gestione per la Qualità – ISO 9001:2015 – Locandina