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Nuovi sistemi di gestione del rischio corruzione

È attesa entro l’anno la pubblicazione della nuova ISO 37001 “Anti-bribery management systems” che detterà specifici standard in materia di prevenzione della corruzione.

Queste misure comprendono l’adozione di una politica anti-corruzione; la designazione di un incaricato a sorvegliante della compliance, della formazione, della valutazione dei rischi; l’implementazione di controlli commerciali e finanziari; l’istituzione di procedure di segnalazione e indagine.

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Lo strumento per verificare in modo completo e veloce il rischio
corruzione nella tua organizzazione
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La ISO 37001 è uno strumento flessibile e scalabile e, in quanto tale, è rivolta a tutti i tipi di organizzazione, grande o piccola, pubblica o privata.

Per saperne di più:
http://www.iso.org/iso/home/standards/management-standards/iso37001.htm
http://www.iso.org/iso/37001_briefing_note.pdf

Ambiente: pubblicata italiano la norma europea UNI EN 1501-1 sui veicoli raccolta rifiuti

La norma europea UNI EN 1501-1 si occupa dei veicoli raccolta rifiuti a caricamento posteriore.
La norma tratta tutti i pericoli significativi, le situazioni pericolose e gli eventi rilevanti relativi al veicolo raccolta rifiuti a caricamento posteriore quando è utilizzato come previsto e in condizioni di utilizzo inadeguato, che sono ragionevolmente prevedibili da parte del fabbricante per tutto il suo prevedibile ciclo di vita.
Essa si applica alla progettazione e costruzione del veicolo raccolta rifiuti a caricamento posteriore al fine di assicurare che sia idoneo per il suo funzionamento e che possa funzionare, essere regolato e mantenuto nel corso della sua intera vita. La norma non si applica ai veicoli raccolta rifiuti a caricamento posteriore a fine vita.
La norma descrive e definisce i requisiti di sicurezza del veicolo raccolta rifiuti a caricamento posteriore escluso il portellone(porta) di scarico con, uno o più dispositivi di sollevamento ed il(i) dispositivo(i) di sollevamento stesso.
La norma deve essere utilizzata insieme alla UNI EN 1501-5 che tratta i dispositivi di sollevamento per veicoli raccolta rifiuti.

UNI EN 1501-1:2015 “Veicoli raccolta rifiuti – Requisiti generali e di sicurezza – Parte 1: Veicoli raccolta rifiuti a caricamento posteriore”

Euro 98,00 + iva (in lingua italiana) – Euro 75,00 + iva (in lingua inglese)

La norma, disponibile sia in formato elettronico che in formato cartaceo, sarà scontata del 15% ai soci effettivi.

La norma UNI EN 1501-1 è contenuta negli abbonamenti all’UNI/CT 004 (ex OT U53) e all’UNI/CT 004/GL 08 (ex GL U530008), relativi alla commissione tecnica Ambiente.

Per informazioni:
Settore Vendite
Tel. 0270024200 (call center dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00, dal lunedì al venerdì)
Email: diffusione@uni.com

 

UNI e CONFORMA pubblicano la Linea Guida Applicativa sulla UNI EN ISO 14001:2015

Lo scopo della Linea Guida è quello di fornire indicazioni di carattere pratico applicativo per audit di «certificazione»; in essa vengono analizzati tutti i punti della norma con un focus particolare sugli elementi «di novità» introdotti dalla edizione 2015. La struttura della Linea Guida prevede un testo suddiviso in due colonne: in una si trova la descrizione del requisito e nell’altra, a solo titolo esemplificativo, ci sono le evidenze per valutare la conformità ai medesimi.

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Nella Linea Guida vengono trattati i temi principali della UNI EN ISO 14001:2015, quali:

Compatibilità della gestione ambientale nelle strategie generali dell’organizzazione e integrazione nelle sue priorità di business;
Evidenziazione del ruolo e della responsabilità del top management per un efficace attuazione del Sistema di Gestione Ambientale (SGA) ;
Applicazione dell’approccio rischi e opportunità che possono influenzare il SGA;
Estensione del focus dall’organizzazione al ciclo di vita del prodotto/servizio;
Minore formalismo e maggiore attenzione ai risultati;
Logica sempre più integrata con la UNI EN ISO 9001.
Nel testo della Linea Guida viene riportata una sintetica descrizione dei requisiti (colonna a sinistra), con a fronte l’indicazione delle possibili evidenze a supporto della conformità (colonna a destra). Per la descrizione dei requisiti ci si è attenuti a quanto riportato nel testo, in lingua italiana, della UNI EN ISO 14001:2015, compresi gli importantissimi approfondimenti riportati nell’appendice A alla norma (“Guida all’uso della presente norma internazionale”).

UNI, riconoscendo la valenza della Linea Guida, l’ha condivisa e ha curato l’aspetto di congruenza terminologica con il corpus normativo dedicato alla gestione ambientale e alla valutazione della conformità.

Linea Guida Applicativa sulla UNI EN ISO 14001:2015

Euro 5,00 + iva (in lingua italiana, formato elettronico pdf)

Per informazioni:
Settore Vendite
Tel. 0270024200 (call center dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00, dal lunedì al venerdì)
Email: diffusione@uni.com

Come integrare la norma ISO 9001:2015 e la ISO 14001:2015

Se scorriamo velocemente i testi delle nuove ISO 9001 e ISO 14001, vediamo che ci sono molti requisiti comuni specialmente ora che entrambi gli standard sono allineati con l’Annex SL. Del resto, uno degli obiettivi che stavano alla base dell’idea di aggiornare le due norme era proprio quello di facilitarne l’integrazione.

Il vantaggio principale di aderire alla stessa struttura è che i due documenti presentano i requisiti che sono uguali identificandoli con lo stesso numero.
Abbiamo ad esempio:

  il capitolo 4 – “Contesto dell’organizzazione”: contiene gli stessi requisiti per entrambe le norme ma nella ISO 9001:2015 ci si riferisce alla Qualità mentre nella ISO 14001:2015 si fa riferimento all’Ambiente;
il capitolo 5 – “Leadership”: la maggioranza dei requisiti sono uguali. Cambiano solamente quelli che si riferiscono alle politiche. Troviamo un’enfasi maggiore nella ISO 9001 per ciò che riguarda il focalizzarsi sui clienti;

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il capitolo 6 – “Pianificazione”: la ISO 14001:2015 ha dei requisiti aggiuntivi rispetto alla 9001:2015 che si riferiscono agli aspetti ambientali.
I requisiti relativi agli obiettivi sono, invece, gli stessi solo che la ISO 9001 si riferisce alla Qualità mentre la ISO 14001 si riferisce all’Ambiente;
il capitolo 7 – “Supporto”: i requisiti sono gli stessi per entrambe le norme;
  il capitolo 8 – “Attività operative”: entrambi gli standard richiedono che l’organizzazione che li adotta progetti e utilizzi controlli delle attività per i processi ma – ancora una volta – la ISO 9001 fa riferimento alla Qualità mentre la ISO 14001 si concentra sull’Ambiente.
La 14001 ha requisiti aggiuntivi che servono per essere pronti ad affrontare un’emergenza di tipo ambientale;
il capitolo 9 – “Valutazione delle prestazioni”: ancora una volta abbiamo gli stessi requisiti ma prospettive diverse.
La ISO 9001 ha requisiti in più che si concentrano sulla misurazione e sul monitoraggio della soddisfazione del cliente;
il capitolo 10 – “Miglioramento”: i requisiti sono ancora una volta gli stessi

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Da dove partire per implementare o integrare i processi delle due norme dipende dalla situazione in cui si trova la vostra organizzazione che può trovarsi ad implementare gli standard per la prima volta, oppure può averne già implementato uno e desiderare di implementare anche il secondo o – ancora – può averli già implementati entrambi ma desiderare ora di integrarli all’interno di un unico sistema.
Ci sono, poi, ulteriori complicazioni perché potremmo avere anche la situazione in cui si è implementata la versione “vecchia” di una norma o di entrambi gli standard e si voglia ora procedere con l’aggiornamento 2015.

Determinato, dunque, da dove partite, definite come procedere. Ad esempio potreste voler fare prima un’integrazione dei due standard e solamente dopo procedere con il loro aggiornamento. Noi non ve lo consigliamo ma è sicuramente una strada che potreste percorrere.

La cosa certa è che dovrete implementare contemporanemanete le due norme seguendo il ciclo PDCA come avete già visto nella spiegazione dei singoli requisiti della nuova ISO 9001:2015.

Per implementare con successo un sistema integrato, è bene approcciarsi con un piano dettagliato del progetto nel quale vengano definite nel dettaglio risorse, responsabilità e tempistiche. Questo vi permetterà di identificare in maniera chiara ciò che va fatto, quanto tempo ci si metterà a farlo e chi lo farà nel modo migliore.
Identificando in questo modo le attività, potrete integrare fin da subito quelle simili.
Un esempio di pianificazione potrebbe comprendere le seguenti attività:

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analisi dei gap – il modo migliore per condurla è quello di determinare quali requisiti di entrambi gli standard siano già stati implementati e cosa occorra fare per adeguarsi alla nuova versione delle due norme.
Stabilite in questa fase anche le vostre necessità come azienda: volete iniziare ad integrare i requisiti che avete già implementato per entrambi gli standard? Oppure preferite che questi requisiti implementati vengano già aggiornati alla versione del 2015? Una volta che avrete deciso il vostro obiettivo, potrete procedere;
stabilire il campo di applicazione del sistema integrato: per iniziare a costruire le fondamenta del sistema integrato, l’organizzazione deve determinarne come prima cosa lo scopo, cioè a quali processi ed ambiti si applichi.
Avere due sistemi separati, uno per la ISO 9001 e un altro per la ISO 14001, permetterebbe di avere due campi di applicazione differenti e questo – a volte – potrebbe tornare utile per qualche azienda anche se per la maggioranza delle organizzazioni il campo di applicazione sarà comune.
Entrambe le norme richiedono che il campo di apllicazione sia documentato. La sola differenza è che la ISO 9001 permette alle aziende di determinare in autonomia quali requisiti della norma non siano applicabili e possano dunque essere esclusi dal loro scopo;
definire il contesto dell’organizzazione;
identificare le parti interessate e le loro necessità: identificare le parti interessate è un requisito comune ad entrambi gli standard dato che fa parte dell’identificazione del contesto in cui opera ogni organizzazione.
Le parti interessate da identiifcare sono quelle che hanno a che fare con la qualità dei prodotti e dei servizi, i clienti, gli utenti, quelle che si preoccupano di difendere l’ambiente, quelle che controllano che vengano rispettati i requisiti di legge, ecc;
dimostrare la leadership che sta alla base dello sviluppo del sistema;
stabilire le politiche: le politiche della Qualità e quelle dell’Ambiente possono essere unificate in un’unica politica integrata oppure mantenersi separate, a seconda di ciò che conviene maggiormente all’azienda. La cosa importante, però, è che entrambe le politiche siano appropriate allo scopo e al contesto dell’organizzazione e allineate con le sue strategie e che forniscano un modello utile per sviluppare gli obiettivi.
La diffrenza maggiore tra i due enunciati sarà che la Politica per la Qualità includerà al suo interno un impegno a soddisfare i requisiti applicabili mentre la Politica ambientale includerà un impegno alla protezione e alla salvaguardia dell’ambiente e al rispetto di tutti i requisiti della norma e degli obblighi di legge;

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identificare e gestire rischi e opportunità: né la ISO 9001 né la ISO 14001 richiedono una metodologia formalizzata per gestire il requisito ma la ISO 14001 prescrive di documentare rischi e opportunità e le azioni decise per gestirli (i rischi) e coglierle (le opportunità).
Un’altra differenza è che nella ISO 9001 rischi e opportunità riguardano la Qualità e la soddisfazione del cliente mentre nella ISO 14001 si riferiscono – naturalmente – alla protezione dell’Ambiente;
identificare e valutare gli aspetti ambientali;
identificare gli obblighi di legge: questo requisito è più specifico e stringente nella ISO 14001 ma può facilmente essere trattato con il processo di identificazione e valutazione delle parti interessate e delle loro necessità e aspettative quando si definisce il constesto in cui opera l’organizzazione;
stabilire gli obiettivi: i requisiti relativi agli obiettivi per la Qualità e per l’Ambiente sono più o meno gli stessi perché devono essere in linea con la politica, misurabili, monitorati, comunicati e aggiornati quando necessario.
Un’azienda può decidere di utilizzare un unico documento per riunirli tutti oppure mantenere separati gli obiettivi relativi alla Qualità e quelli ambientali. Avere tutti gli obiettivi in un posto solo permette all’organizzaizone di monitorarli mediante un unico processo e di facilitare lo svolgimento del riesame da parte della Direzione;
progettare le attività che andranno a comporre i processi: questa è la parte principale della norma. Siamo nella fase “Do” del ciclo di Deming ed è qui che l’integrazione tra i due sistemi porta i benefici maggiori.
Se l’organizzazione decide di integrare i requisiti della ISO 9001:2015 e quelli della ISO 14001:2015, pianificazione e controllo non verranno condotti separatamente e le risorse verranno ottimizzate;
pianificare il controllo delle attività;
fornire le risorse;
impostare il sistema di misurazione e monitoraggio;
condurre gli audit interni;
effettuare il riesame della Direzione

Per implementare con successo un sistema integrato, è bene approcciarsi con un piano dettagliato del progetto nel quale vengano definite nel dettaglio risorse, responsabilità e tempistiche. Questo vi permetterà di identificare in maniera chiara ciò che va fatto, quanto tempo ci si metterà a farlo e chi lo farà nel modo migliore.
Identificando in questo modo le attività, potrete integrare fin da subito quelle simili.
Un esempio di pianificazione potrebbe comprendere le seguenti attività:

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  • analisi dei gap – il modo migliore per condurla è quello di determinare quali requisiti di entrambi gli standard siano già stati implementati e cosa occorra fare per adeguarsi alla nuova versione delle due norme.
    Stabilite in questa fase anche le vostre necessità come azienda: volete iniziare ad integrare i requisiti che avete già implementato per entrambi gli standard? Oppure preferite che questi requisiti implementati vengano già aggiornati alla versione del 2015? Una volta che avrete deciso il vostro obiettivo, potrete procedere;
  • stabilire il campo di applicazione del sistema integrato: per iniziare a costruire le fondamenta del sistema integrato, l’organizzazione deve determinarne come prima cosa lo scopo, cioè a quali processi ed ambiti si applichi.
    Avere due sistemi separati, uno per la ISO 9001 e un altro per la ISO 14001, permetterebbe di avere due campi di applicazione differenti e questo – a volte – potrebbe tornare utile per qualche azienda anche se per la maggioranza delle organizzazioni il campo di applicazione sarà comune.
    Entrambe le norme richiedono che il campo di apllicazione sia documentato. La sola differenza è che la ISO 9001 permette alle aziende di determinare in autonomia quali requisiti della norma non siano applicabili e possano dunque essere esclusi dal loro scopo;
  • definire il contesto dell’organizzazione;
  • identificare le parti interessate e le loro necessità: identificare le parti interessate è un requisito comune ad entrambi gli standard dato che fa parte dell’identificazione del contesto in cui opera ogni organizzazione.
    Le parti interessate da identiifcare sono quelle che hanno a che fare con la qualità dei prodotti e dei servizi, i clienti, gli utenti, quelle che si preoccupano di difendere l’ambiente, quelle che controllano che vengano rispettati i requisiti di legge, ecc;
  • dimostrare la leadership che sta alla base dello sviluppo del sistema;
  • stabilire le politiche: le politiche della Qualità e quelle dell’Ambiente possono essere unificate in un’unica politica integrata oppure mantenersi separate, a seconda di ciò che conviene maggiormente all’azienda. La cosa importante, però, è che entrambe le politiche siano appropriate allo scopo e al contesto dell’organizzazione e allineate con le sue strategie e che forniscano un modello utile per sviluppare gli obiettivi.

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    La diffrenza maggiore tra i due enunciati sarà che la Politica per la Qualità includerà al suo interno un impegno a soddisfare i requisiti applicabili mentre la Politica ambientale includerà un impegno alla protezione e alla salvaguardia dell’ambiente e al rispetto di tutti i requisiti della norma e degli obblighi di legge;

  • identificare e gestire rischi e opportunità: né la ISO 9001 né la ISO 14001 richiedono una metodologia formalizzata per gestire il requisito ma la ISO 14001 prescrive di documentare rischi e opportunità e le azioni decise per gestirli (i rischi) e coglierle (le opportunità).
    Un’altra differenza è che nella ISO 9001 rischi e opportunità riguardano la Qualità e la soddisfazione del cliente mentre nella ISO 14001 si riferiscono – naturalmente – alla protezione dell’Ambiente;
  • identificare e valutare gli aspetti ambientali;
  • identificare gli obblighi di legge: questo requisito è più specifico e stringente nella ISO 14001 ma può facilmente essere trattato con il processo di identificazione e valutazione delle parti interessate e delle loro necessità e aspettative quando si definisce il constesto in cui opera l’organizzazione;
  • stabilire gli obiettivi: i requisiti relativi agli obiettivi per la Qualità e per l’Ambiente sono più o meno gli stessi perché devono essere in linea con la politica, misurabili, monitorati, comunicati e aggiornati quando necessario.
    Un’azienda può decidere di utilizzare un unico documento per riunirli tutti oppure mantenere separati gli obiettivi relativi alla Qualità e quelli ambientali. Avere tutti gli obiettivi in un posto solo permette all’organizzaizone di monitorarli mediante un unico processo e di facilitare lo svolgimento del riesame da parte della Direzione;
  • progettare le attività che andranno a comporre i processi: questa è la parte principale della norma. Siamo nella fase “Do” del ciclo di Deming ed è qui che l’integrazione tra i due sistemi porta i benefici maggiori.
    Se l’organizzazione decide di integrare i requisiti della ISO 9001:2015 e quelli della ISO 14001:2015, pianificazione e controllo non verranno condotti separatamente e le risorse verranno ottimizzate;
  • pianificare il controllo delle attività;
  • fornire le risorse;
  • impostare il sistema di misurazione e monitoraggio;
  • condurre gli audit interni;
  • effettuare il riesame della Direzione

    E veniamo adesso a tutti i processi di supporto che fanno capo alla Qualità e all’Ambiente. Come possono essere gestiti al meglio integrandoli in un unico sistema? Vediamoli uno ad uno.

    Il primo processo che prendiamo in esame è quello che serve per gestire le risorse.
    Le risorse necessarie per la Qualità e l’Ambiente possono essere gestite nello stesso modo e risultare in linea con ciò che richiedono i requisiti di entrambi gli standard.

    Anche per ciò che riguarda la competenza e la consapevolezza i requisiti delle due norme sono identici con l’unica differenza che nella ISO 9001 si riferiscono alla Qualità e nella ISO 14001 fanno riferimento all’Ambiente. Anche in questo caso, dunque, possono essere soddisfatti con un unico processo che avrà il vantaggio di poter coordinare al meglio la formazione e la comunicazione e contribuirà ad avere la certezza di non caricare troppo le persone esponendole a una mole di informazioni che non sarebbero in grado di gestire (pericolo che si correrebbe formando in modo differente le stesse persone per ciò che riguarda la Qualità e l’Ambiente).

    Venendo alla comunicazione, vediamo che i requisiti principali nei due standard sono identici ma che la ISO 14001 richiede qualcosa in più perché suddivide la comunicazione in interna ed esterna ed enfatizza gli obblighi di legge, la coerenza delle informazioni e la loro affidabilità e richiedendo informazioni documentate ogni volta che è necessario.
    Per adempiere ai requisiti di entrambe le norme può essere progettato un unico processo definendo bene cosa comunicare, quando, a chi e come.

    Anche i requisiti relativi alle informazioni documentate sono identici in entrambi gli standard dunque creare un documento, aggiornarlo, distribuirlo, annullarlo e controllarlo sono attività facilmente integrabili all’interno di un unico processo in modo da facilitarne il controllo e assicurare che i documenti siano disponibili nella loro versione aggiornata nel posto dove servono.

    In conclusione, possiamo dire che avere un unico sistema integrato invece di due separati rende sicuramente più difficile la sua progettazione e implementazione dato che le persone coinvolte nel progetto devono sempre avere ben presenti i requisiti di due norme ma che, alla fine, gli sforzi fatti porteranno a un risparmio netto di risorse e a un’ottimizzazione del lavoro.

    Tra gli altri, i grandi benefici che derivano dall’avere un sistema integrato troviamo:

    • meno documenti da gestire;
    • attività ben cooordinate;
    • risorse ottimizzate;
    • nessuna sovrapposizione tra le attività;
    • nessun carico di lavoro eccessivo;
    • nessuna attività ripetuta due volte;
    • migliore gestione delle informazioni;
    • riesame della Direzione più efficace

    Fonte: Qualitiamo.com

 

DPI NUOVE NORME UNI ITALIA

Tre nuovi standard UNI (italiano) sui DPI elaborate da Commissione tecnica Sicurezza e relative a indumenti di protezione.

Descrizione:
La Commissione tecnica Sicurezza dell’Ente Nazionale per l’Unificazione delle norme (UNI) ha rilasciato la versione italiana di tre nuovi standard relativi a specifici indumenti di protezione (DPI):
– UNI EN ISO 11611;
– UNI EN ISO 14116;
– UNI EN 943-1.

La UNI EN ISO 11611 è relativa agli indumenti di protezione utilizzati per la saldatura e i procedimenti connessi (o che presentino rischi comparati); la norma specifica i requisiti minimi di sicurezza e i metodi di prova per i DPI (cappucci, grembiuli, maniche e ghette), progettati per difendere il corpo del portatore, compresa la testa ed i piedi.

La UNI EN ISO 14116 riguarda i materiali, assemblaggi di materiale e indumenti a propagazione di fiamma limitata; vengono riportati i requisiti prestazionali dei materiali e degli indumenti, allo scopo di ridurre la possibilità che un DPI bruci laddove si concretizzi un contatto occasionale e breve con piccole fiamme.

La UNI EN 943-1 è relativa a indumenti di protezione contro prodotti chimici solidi, liquidi e gassosi pericolosi, inclusi aerosol liquidi e solidi; anche in questo caso vengono specificati i requisiti minimi, i metodi di prova, la marcatura e le informazioni fornite dal fabbricante per le tute di protezione chimica ventilate e non ventilate a tenuta di gas tipo uno.

Le norme sono scaricabili da i seguenti link: UNI EN ISO 11611UNI EN ISO 14116UNI EN 943-1

ISO 9001:2015 – I benefici di implementare subito il sistema di gestione qualità

La nuova ISO 9001:2015 è stata pubblicata nella versione definitiva il 15 settembre 2015. Fino a settembre del 2018 (3 anni) le aziende potranno scegliere se aderire subito alla nuova ISO oppure alla vecchia versione del 2008.

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Molte aziende sono tentate nel rimandare l’aggiornamento, ma conviene davvero aspettare il 2018?
I vantaggi di aggiornare subito il sistema di gestione qualità alla nuova ISO 9001:2015 si possono così riassumere:
1) Efficacia dei cambiamenti sul business dell’azienda. “Contesto dell’organizzazione” e “leadership” sono due dei principali cambiamenti, ed è facile intuire i benefit che ha sullo scopo del SGQ e sulle performance nel primo caso, e sulla capacità strategica complessiva dell’organizzazione per allineare insieme il SGQ e obiettivi di business  per fornire risultati migliori.

“Il Risk Based Thinking“, è un altro cambiamento fondamentale, che si sposa con l’identificazione delle opportunità. I leader di una organizzazione hanno così a disposizione uno strumento per individuare, affrontare, e ridurre i rischi e identificare opportunità, e tutto questo non può che essere un’azione positiva e migliorare le prestazioni.

2) La tua reputazione. Adottare subito il nuovo standard ISO 9001:2015 creerà sicuramente invidia di fornitori, clienti e concorrenti. Ma non solo.
L’applicazione anticipata della ISO 9001:2015 mostra anche una maggiore diligenza nella gestione aziendale e può contribuire a migliorare le relazioni commerciali esistenti.

3) L’esposizione a potenziali non conformità. Mantenere un SGQ con due norme può essere più costoso e avere una maggiore possibilità di errori. 

4) Integrazione dei sistemi di gestione. Con la pubblicazione della nuova ISO 14001:2015, che ha la medesima struttura della ISO 9001:2015, l’integrazione tra i due sistemi di gestione è più semplice e meno costosa.

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5) Benefici complessivi di costo.  L’unico aspetto che la maggior parte dei top manager capiscono e apprezzano è la riduzione dei costi.
I requisiti  meno prescrittivi ed esigenti della nuova revisione farà risparmiare tempo. Le performance del business migliorerà e l’identificazione di opportunità di crescita aumenterà. L’identificazione, la rimozione e la mitigazione del rischio forniranno stabilità. Non mantenere un SGQ entro due standard farà risparmiare fatica, tempo e denaro. In sintesi si avrà una riduzione dei costi.

Possiano dire che non vi è nessun vantaggio o motivazione reale per attendere a passare alla nuova ISO 9001:2015, a parte la naturale tendenza del genere umano di resistere al cambiamento.
Il comitato ISO che ha curato l’implementazione della nuova versione, ha ascoltato le associazioni imprenditoriali in molti Paesi e il parere di importanti esperti, a garanzia che il lavoro ottenuto (nuova ISO 9001) ha immediate e positive ripercussioni sulle aziende.

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ISO 9001:2015 – In avvicinamento… La corretta definizione del sistema di gestione qualità

Corso on line – Come realizzare un sistema di gestione qualità conforme alla ISO 9001:2015

Qualè la tua definizione di sistema di gestione della qualità?
Wikepia lo definisce come “un insieme di processi aziendali per consentire di soddisfare i requisiti dei clienti tramite la politica e gli obiettivi della qualità”.

Questa definizione dovrebbe essere chiara in ogni azienda certificata e non. In questo secondo passo verso la ISO 9001:2015, ci occuperemo di definire correttamente il profilo e il sistema di gestione della qualità dell’azienda, rispondendo alle domande sottoriportate.

1) Perchè esiste il business dell’azienda?
2) Quali sono i prodotti e i servizi?
3) Chi sono i clienti?
4) Quali sono le caratteristiche che rendono unici i prodotti e i servizi dell’azienda?
5) Quali sono le aspettative dei clienti?
6) Quali sono i processi necessari per creare i tuoi prodotti/servizi e per trasferirli all’azienda?
7) Puoi fare affidamento sui fornitori per realizzare i tuoi prodotti/servizi? Come pensi di gestirli nel futuro?
8) Quali livelli di prestazioni dei processi ti aspetti? Quali sono gli obiettivi dei singoli processi?
9) Come misuri le prestazioni dei processi?
10) Quali azioni intraprenderai nel caso non raggiungi gli obiettivi di performance dei processi?
11) Quali azioni pensi di intraprendere per migliorare continuamente le perfomance dei processi?

Rispondendo a queste domande riuscirai a defnire meglio i paletti entro cui il tuo sistema di gestione qualità si deve muovere, in un’ottica di controllo dei processi ancora più attenta alle perfomance e al miglioramento continuo, così come indicato nei draf della ISO 9001:2015.

Autore: Dr. Matteo Rapparini
www.certificazione.info

Come prepararsi alla nuova ISO 9001:2015

Corso on line – Come realizzare un sistema di gestione qualità conforme alla ISO 9001:2015

Una delle domande più frequenti che riceviamo da parte delle aziende e dei consulenti è: cosa dobbiamo fare nell’attesa che esca la nuova ISO 9001:2015?

Un quesito molto interessante, la cui risposta è altrettanto importante.

Nei forum internazionali sulla nuova ISO 9001 è un gran discutere su tale argomento dove l’aspetto di fondo è: prepararsi al nuovo standard o ritardare la certificazione?

Facciamo una promessa: dall’ultima revisione (2008) sono cambiate molte cose per le aziende. La crisi economica ha portato a focalizzarsi maggiormente sugli aspetti importanti ed essenziali in ogni azienda, la globalizzazione ha creato nuovi mercati e modificato quelli pre-esistenti, è aumentata notevolmente la modalità di comunicazione elettronica, sono incrementati i rapporti con i fornitori locali vicino all’azienda.
La più rapida evoluzione economica, ambientale e sociale degli ultimi anni ha incrementato i rischi di offrire una qualità costante.
Con un contesto del genere, la certificazione ISO 9001 diviene un punto fermo, fondamentale per la sopravvivenza e il successo di un’azienda.
Ciò che non è cambiato sono i vantaggi offerti dalla certificazione ISO 9001 tra cui:

    L’accesso a nuovi mercati
   Incremento dell
‘efficienza operativa interna
    
Migliorare la qualità esistenti e prevenire i problemi di qualità
    
Maggiore soddisfazione del cliente


Il mantenimento di una certificazione ISO 9001 avvantaggia chiaramente grandi e piccole imprese, e, viceversa, ritardando la certificazione si corre seriamente il rischio di perdere l’accreditamento e perdere clienti. Certificazione e ricertificazione secondo gli standard 9001 2008 aiuta le aziende a evitare potenziali lacune nella certificazione, a mantenere le pratiche commerciali di qualità e ridurre la curva di apprendimento necessaria con la revisione 2015. Ecco alcune delle questioni chiave che entrano in gioco per le organizzazioni che potrebbero prendere il via “certificazione ritardata”.

A fronte di queste considerazioni cosa può fare un’azienda già certificata ISO 9001:08 per preparsi al nuovo standard?
Detto che la norma ufficiale non è stata ancora pubblicata e che qualche leggera correzione è ancora possibile, vi sono tre aspetti cardine da iniziare a prendere in considerazione:
1) Allineamento della struttura della norma ISO 9001:2015 agli altri standard ISO
2) Valutazione dei rischi dei processi aziendali
3) Modifiche alla terminologia.



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Corso on line – Come realizzare un sistema di gestione qualità conforme alla ISO 9001:2015

ISO 9001:15 – cosa fare (parte 1)


LAVORO DI QUESTA SETTIMANA  – Leggere attentamente la sezione  “Termini e definizioni” del draft ISO 9001:2015. 

Rivedi il sistema di gestione qualità  e chiediti – Questi termini sono chiaramente comprensibili da tutti? Sono stati inseriti nei programmi di formazione? Il nostro team di audit interno ha compreso chiaramente questi termini? Quali miglioramenti devo fare per garantire e applicare affinchè questi termini e definizioni diventino una solida base del nostro  SGQ?


Le opportunità professionali che offre la nuova ISO 9001:15

Tra pochi mesi uscirà la nuova norma ISO 9001:2015 e sarà per molti professionisti un’occasione unica per rilanciare la propria attività consulenziale.

In un mercato stagnante l’aggiornamento alla nuova ISO 9001 fornirà interessanti opportunità professionali.

In Italia sono circa 100.000 le aziende che sono certificate ISO 9001:08, e tutte queste aziende dovranno entro 3 anni passare alla nuova ISO 9001:15.

Tale percorso richiederà le competenze di un professionista, in quanto il cardine su cui verterà questa transazione è complesso, andando a coinvolgere tutti i processi aziendali, anche quelli parzialmente toccati dalla vecchia ISO 9001.

Il professionista deve quindi attrezzarsi in anticipo acquisendo sia le competenze tecniche che commerciali per massimizzare le opportunità offerte dalla ISO 9001:2015.

Ad oggi la nuova ISO 9001:15 è disponibile nella versione DRAFT, ovvero non è stata ancora pubblicata la versione definitiva, ma sono oramai definiti tutti i principi e gli aspetti essenziali che renderanno questa versione diversa e per certi aspetti innovativa, rispetto alla precedente.

Il mercato che il professionista ha davanti è ampio e purtroppo molto competitivo.

Assisteremo a un vero e proprio assalto alla diligenza, con consulenti ISO 9001 improvvisati che pur di acquisire un cliente, proporranno consulenze a prezzi stracciati (come avvenne nel 2008).

I professionisti con un proprio portafoglio clienti è bene che si muovano in fretta per evitare che le proprie aziende finiscano nella rete del “basso prezzo di consulenza”.

Quelli che invece non si sono mai occupati di consulenza ISO 9001:15 probabilmente dovranno “attaccare” un mercato marginale, ma non meno importante, costituito dalle piccole realtà, con sistemi di qualità più semplici.

In entrambi i casi è importante dimostrare all’azienda di:

_ avere le competenze in ambito ISO 9001:15 dimostrabili dalla partecipazione a corsi di formazione
come ad esemio il corso on line “Come realizzare un sistema di gestione qualità conforme alla ISO 9001:2015”.
_ avere la disponibilità di potere offrire ulteriori servizi correlati alla consulenza ISO 9001. Quali? Sicurezza del lavoro? Oppure integrazione del nuovo SGQ con il modello 231? Sono argomenti a cui le imprese sono sempre sensibli e attente.

Per cogliere infine la nuova onda ISO 9001:15, il consulente o la società di consulenza dovrà pianificare una campagna marketing molto dettagliata, dove accanto alle tradizionali tecniche commerciali occorrerà abbinare una specifica attività di web marketing.
A tale scopo abbiamo realizzato questo nuovo prodotto: “Kit vendita consulenza ISO 9001:15
che consente di definire un’efficiente azione commerciale per acquisire i clienti che si devono certificare ISO 9001:15.