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Implementare un sistema di gestione è difficile?

Chi fabbrica un prodotto o fornisce un servizio ha moltissime cose di cui occuparsi. Deve procurarsi le materie prime, cercare i dipendenti migliori per le sue esigenze e formarli di conseguenza, stare attento alla concorrenza, vendere, produrre, acquistare attrezzature affidabili, evitare il più possibile scarti e rilavorazioni, garantire che ciò che fa sia conforme alle normative che ha deciso di adottare, rispettare le cogenze del settore, ecc.
Come si fa, con tutte queste cose da fare, a trovare anche il tempo di concentrarsi su un sistema di gestione che permetta di avere a che fare in modo sistemico con la Qualità, con l’Ambiente, con la Sicurezza o – magari – con tutti e tre questi aspetti insieme?

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KIT AGGIORNAMENTO ISO 9001:2015
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Alcune organizzazioni cercano di fare del loro meglio utilizzando metodologie come le 5S, la lean manufacturing, il kaizen, il six sigma, ecc. ma tutti quelli che abbiamo citato sono semplici strumenti che non possono fornirci una “mappa” di come procedere per implementare un sistema di gestione, di qualunque tipo esso sia. Al massimo, possono aiutarci ad affrontare certe situazioni specifiche ma non certo a tracciare il quadro generale.
Ecco perché, dopo aver avviato progetti 5S, lean manufacturing, ecc. molte organizzazioni perdono per la strada il loro entusiasmo e iniziano a soffrire per una profonda stanchezza che impedisce loro di avviare nuove iniziative per uscire dalle sabbie mobili dell’immobilità. A questa fase, poi, di solito segue il fallimento del progetto di avvio della Qualità o di qualsiasi altro sistema di gestione.

Come ovviare a tutto questo?
Quale strada seguire per non scoraggiarsi e arrivare all’obiettivo che ci si è posti?
Come evitare, dopo pochi mesi dall’avvio del progetto, che le persone rispondano “Non ho tempo! Non vedi quante cose ho da fare? Ne riparliamo fra qualche mese, quando sarò uscito da questa situazione…“, oppure “Ci mancava l’ennesimo consulente che ci fa solo perdere tempo mentre qui dovremmo semplicemente lavorare in santa pace!

Il problema, e siamo certi che se seguite QualitiAmo lo sappiate benissimo, è che molte organizzazioni si ostinano ad avviare progetti di implementazione di sistemi di gestione come progetti indipendenti, con il solo scopo di soddisfare parola per parola i requisiti dello standard di riferimento in maniera acritica e senza cercare alcun valore aggiunto.
Per colpa di tutto questo è facile, ad esempio, che un’organizzazione certificata ISO 9001, ISO 14001, OHSAS 18001 e ISO 50001 finisca per sprecare tempo e risorse costruendo quattro sistemi di gestione indipendenti e usandone, nella realtà un quinto costituito dall modo in cui l’azienda opera su base giornaliera.

Così facendo, inevitabilmente, molte attività organizzative si concentrano sulla gestione dei problemi invece che sulla loro prevenzione e sulla pura soddisfazione dei requisiti degli standard di riferimento.
Il rischio per le organizzazioni è quello di rimanere, così, intrappolate in una spirale di controlli costanti privi di qualsiasi valore aggiunto.

Ecco perché, sprecando tutte queste energie inutilmente, è logico che, ai primi obiettivi mancati, si dia tutta la colpa al sistema di gestione che avrebbe dovuto risolvere i problemi e non l’ha fatto.
Questo, tra l’altro, è anche il modo migliore per logorare la motivazione dei dipendenti e convincerli che ogni sistema di gestione sia una mera perdita di tempo.

C’è poi un modo migliore e decisamente più conveniente di procedere.

Una buona e approfondita comprensione dei principi di base dei più comuni sistemi di gestione permette alle organizzazioni di risparmiare risorse e di puntare al reale valore aggiunto dello standard.
Ma quali sono questi principi? Vediamoli uno ad uno:

  • usare un linguaggio coerente basato su una terminologia semplice e comprensibile a tutti;
  • coinvolgere tutti nell’implementazione del sistema e far loro capire che ragionare in modo sistemico significa semplicemente imparare a lavorare meglio;
  • assegnare le responsabilità e allocare le risorse, stabilendo ruoli, autorità, ecc.;
  • sfidare i presupposti stabiliti cercando di vivere ogni cambiamento come un’opportunità di miglioramento;
  • non considerare un sistema come qualcosa di completamente avulso dalla realtà lavorativa quotidiana;
  • ricordare che un sistema di gestione come, ad esempio, quello della Qualità non si ferma alla consegna del prodotto o all’erogazione dei servizi ma implica molti altri aspetti come l’innovazione di prodotto la progettazione di modi migliori di lavorare, ecc.;
  • essere certi che l’unico modo per calare davvero un sistema di gestione all’interno dell’operatività quotidiana è integrarlo nella vostra catena del valore e nel ciclo del vostro business

 

Fonte: www.qualitiamo.it

Certificazione FSC® in Italia: il report 2015

Il sistema FSC® si conferma ancora una volta in maniera netta come il principale schema di certificazione forestale per il settore legno-carta italiano, mantenendo il nostro Paese al 5° posto al mondo e al 3° posto in Europa per numero di certificazioni CoC.

Certificazioni di Gestione Forestale

La superficie forestale certificata secondo gli standard del Forest Stewardship Council® in Italia si attesta sul valore complessivo di circa 52.245 ha, in aumento del 2,19% rispetto al 2014; in questi dati sono compresi le nuove certificazioni della “Compagnia Le Foreste del Benso” (340 ha di bosco ceduo in Liguria) e del gruppo di 9 pioppicoltori friulani coordinati dall’azienda “Turco Ivan e Pitton Rosa & C ss” (762 ha).
In entambi i casi si tratta di certificazioni molto significative sia per la valorizzazione di boschi altrimenti a rischio abbandono (la prima) sia per la produzione di un prodotto molto richiesto dall’industria del legno e della carta (la seconda).

Certificazioni di Catena di Custodia

Con riferimento alla certificazione della Catena di Custodia (Chain of Custody, CoC), il numero di certificati rilasciati in Italia al 31 dicembre 2015 risulta pari a 1.969, il 5% in più rispetto a quelli fatti registrare a fine 2014. Il numero netto di nuove certificazioni è pari quasi a 200 unità, tenendo conto che nel corso dell’anno alcune organizzazioni hanno visto il proprio certificato sospeso o terminato come conseguenza di scelte aziendali, cessazione dell’attività o riscontro di non conformità maggiori.

Il saldo positivo è la conferma che la certificazione FSC continua ad essere percepita come un investimento strategico dalle aziende che vogliano accedere al segmento green, differenziando la propria offerta anche per fronteggiare la crisi che sta inevitabilmente intaccando i settori del legno e della carta.

Tra le certificazioni CoC più significative del 2015 segnaliamo:

  • Errebian spa, distributore leader a livello nazionale nel settore della cancelleria (maggiori info qui);
  • MyMantra srl, produttore di borse e accessori di tendenza in legno micro-inciso al laser, una tecnologia artigianale e innovativa unica nel suo genere;
  • B & T spa, proprietaria del famoso marchio Dorelan®, che ha certificato le strutture in legno di letti, divani, divani-letto, reti e altri complementi di arredo (maggiori info qui).

FSC® a livello internazionale

Su scala internazionale, la superficie forestale certificata FSC è leggermente aumentata nel 2015, raggiungendo circa 187 milioni di ettari in 80 Paesi; il numero complessivo delle certificazioni CoC è salito a 29.800 unità, con un aumento del 4%; un trend simile a quello misurato a livello nazionale.

Distribuzione settoriale

Nel grafico viene rappresentata la più recente analisi della distribuzione settoriale della certificazione e che vede prevalere, ancora una volta, i settori della stampa e della seconda trasformazione. All’interno di queste macro categorie va evidenziato il settore dell’arredo da interno, che ricopre l’11% del totale, e quello del packaging in carta o cartone, con il 9%.

La distribuzione regionale conferma al primo posto la Lombardia ed il Veneto, seguite da Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Toscana; significativo rispetto al 2014 l’aumento delle certificazioni in Piemonte e nelle Marche.(Fonte: https://it.fsc.org)

Sistemi di gestione dell’energia e della sicurezza alimentare: certificazioni in crescita

Per restare “performanti” in un mondo in continua evoluzione, le organizzazioni nel mondo continuano ad avere fiducia e ad avvalersi delle norme sui sistemi di gestione. A rivelarlo l’ultimo ISO Survey of Certifications 2014, che presenta una panoramica mondiale delle certificazioni rilasciate secondo queste norme fondamentali.

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ISO 9001:2015 – Gli strumenti operativi già pronti
1) Manuale qualità ISO 9001:2015 – download immediato
2) Procedura Gestione rischi – SGQ ISO 9001:2015
3) Corso on line – Come realizzare un sistema di gestione qualità conforme alla ISO 9001:2015

4) Check list audit ISO 9001:2015
5) Kit aggiornamento ISO 9001:2015
6) Alert ISO – servizio aggiornamento novità sistemi di gestione
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L’interesse è tale che un nuovo standard è stato incluso nel sondaggio annuale, la ISO 22301 in tema di business continuity, portando a otto le norme coperte dallo studio contro le sette abituali. In un mondo sempre più afflitto da catastrofi naturali o indotte dall’uomo, la norma ha suscitato – a livello globale – un vivo interesse da parte delle imprese, testimoniando un grande numero di potenziali utenti.

Questa ultima edizione dello studio indica che le norme ISO relative ai sistemi di gestione hanno ormai raggiunto una velocità costante di crociera, segno della loro attuale e futura longevità sul mercato. Soddisfacenti risultati per tre interpreti forti nei settori della gestione dell’energia (ISO 50001, che continua a prosperare con una crescita del 40%), della gestione della sicurezza alimentare (ISO 22000, che raggiunge un rispettabile +14%) e, in misura minore, del settore automotive (ISO/TS 16949), che con una crescita del 8% riflette una recente ripresa, lenta ma continua, del mercato.
In tendenza con gli ultimi anni, la quota globale dei certificati ISO 9001 (gestione della qualità) e ISO 14001 (gestione ambientale) sembra essersi stabilizzata: una piccola crescita dell’1% per la ISO 9001, un decoroso + 7% per la ISO 14001.

Due decenni più tardi possiamo ritenere ancora attuali le norme di punta dell’ISO relative ai sistemi di gestione? Senza dubbio, anche se molte delle grandi aziende nel mondo, già certificate per qualità e ambiente, si stanno ora rivolgendo verso norme più specifiche come la 50001 per la gestione dell’energia. Le ISO 9001 e ISO 14001 rimangono ad oggi molto apprezzate e le nuove

Fonte: UNI