DPI NUOVE NORME UNI ITALIA

Tre nuovi standard UNI (italiano) sui DPI elaborate da Commissione tecnica Sicurezza e relative a indumenti di protezione.

Descrizione:
La Commissione tecnica Sicurezza dell’Ente Nazionale per l’Unificazione delle norme (UNI) ha rilasciato la versione italiana di tre nuovi standard relativi a specifici indumenti di protezione (DPI):
– UNI EN ISO 11611;
– UNI EN ISO 14116;
– UNI EN 943-1.

La UNI EN ISO 11611 è relativa agli indumenti di protezione utilizzati per la saldatura e i procedimenti connessi (o che presentino rischi comparati); la norma specifica i requisiti minimi di sicurezza e i metodi di prova per i DPI (cappucci, grembiuli, maniche e ghette), progettati per difendere il corpo del portatore, compresa la testa ed i piedi.

La UNI EN ISO 14116 riguarda i materiali, assemblaggi di materiale e indumenti a propagazione di fiamma limitata; vengono riportati i requisiti prestazionali dei materiali e degli indumenti, allo scopo di ridurre la possibilità che un DPI bruci laddove si concretizzi un contatto occasionale e breve con piccole fiamme.

La UNI EN 943-1 è relativa a indumenti di protezione contro prodotti chimici solidi, liquidi e gassosi pericolosi, inclusi aerosol liquidi e solidi; anche in questo caso vengono specificati i requisiti minimi, i metodi di prova, la marcatura e le informazioni fornite dal fabbricante per le tute di protezione chimica ventilate e non ventilate a tenuta di gas tipo uno.

Le norme sono scaricabili da i seguenti link: UNI EN ISO 11611UNI EN ISO 14116UNI EN 943-1

Aggiornare il sistema di gestione qualità alla nuova norma ISO 9001:2015 – Alcuni utili consigli

L’aggiornamento del sistema gestione qualità alla nuova norma ISo 9001:2015 richiede particolare attenzioni, nonostante quello che si legge in molti blog, in cui si da evidenza al fatto che la nuova versione della ISO 9001, semplifichi notevolmente il sistema qualità.

Da molte parti si afferma che il manuale qualità non è più necessario, anzi ho sentito alcuni pareri di consulenti che lo elimineranno dal sistema documentale.
A mio parere il manuale qualità deve essere mantenuto e ovviamente adattato ai nuovi requisiti.

************ KIT AGGIORNAMENTO ISO 9001:2015 ***********
Tutti gli strumenti per aggiornare rapidamente il sistema di gestione
qualità alla nuova ISO 9001:2015
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In particolare consiglio di realizzare un  manuale che faccia riferimento alle procedure operative, che abbia un indice coerente con la norma (struttura HLS), integrato e complementare con gli altri documenti (regolamenti interni, codici di condotta, ecc.), in cui siano evidenziate sostanzialmente tre parti principali:
_ Chi siamo, cosa facciamo, come operiamo, e come siamo organizzati
_ Gestione dei processi
_ Controllo di gestione e del rischio.

I principali documenti complementari al nuovo manuale devono essere i seguenti:
_ Analisi del contesto
_ Mappa degli stakeolder
_ Analisi dei rischi per i singoli processi
Autore: Matteo Rapparini  – editore di www.certificazione.info
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Pubblicata la nuova Raccolta Software Gestione ISO 9001

Gestione ISO 9001 (nuova versione) è la raccolta di software per gestire in automatico l’attività, i documenti e gli adempimenti di un sistema di gestione qualità ISO 9001:2008 e ISO 9001:2015. Il tutto scontato del 60%

1) Gestione attività formativa
Software Formazione Doc, per gestire l’attività di formazione aziendale

2) Gestione gestione e valutazione delle attitudini del personale
Software che permette di realizzare la valutazione delle attitudini del personale così come richiesto dal punto 6 della norma – download guida

3) Gestione documenti sistema qualità
Software per gestire elettronicamente tutti i documenti del sistema qualità
download guida

4) Gestione strumenti di misura
Software Ge.Stru.Me. (vedi scheda) consente la corretta gestione degli strumenti di misura utilizzati in azienda.
Il programma permette di gestire tutte le attività di manutenzione e di taratura di ogni singolo strumento di misura, di analizzare lo storico delle manutenzioni e degli interventi di taratura, di pianificare le manutenzioni periodiche e la distribuzione degli strumenti nei vari reparti aziendali. Ge.Stru.Me. permette di gestire tutte le attività di taratura e gli strumenti non tarati.
Tutti i dati sono esportabili in formato MS Excel e MS Access per ulteriori elaborazioni, e tutte le stampe e i report si possono esportare in formato MS Word.

5) Gestione analisi rischi processi aziendali
Il nuovo software ARPA permette di realizzare la valutazione rischi processi aziendali così come richiesto dalla ISO 9001:2015 – vedi scheda

6) Gestione attività di audit
AUDIT DOC 1.0 è il software che consente di realizzare e gestire qualsiasi tipologia di audit aziendale: certificazione, sicurezza del lavoro, privacy, marcatura ce, D.lgs 231/01, audit controllo di gestione, ecc.
Il software permette di generare tre report fondamentali nell’attività di verifica e di controllo:
_ Audit Report
_ Programma, che illustra la pianificazione di audit
_ NC Report, in cui sono riportate le non conformità emerse dall’attività di audit.

7) Gestione non conformità
NC DOC (vedi scheda)è il software per gestire le non conformità e il piano delle azioni correttive/preventive dei sistemi di gestione ISO 9001, ISO 14001, OHSAS 18001, SGSL, D.lgs 231/01, ecc.
Il software consente di:
_ registrare i rapporti di non conformità
_ ricercare e stampare i rapporti di non conformità
_ registrare le azioni correttive/preventive
_ ricercare le azioni correttive/preventive
_ collegare ogni rapporto di non conformità con le relative azioni correttive/preventive
_ avere sempre a disposizione la gestione complessiva delle non conformità con possibilità di verificare il numero per tipologia e per funzione aziendale/cliente/fornitore
_ individuare le non conformità per funzione aziendale/cliente/fornitore
_ individuare le non conformità per tipologia/funzione aziendale/cliente/fornitore

8) Gestione check list
Check List Maker è il software per realizzare e gestire qualsiasi tipo di Check list. Vedi scheda

9) Gestione costi qualità, (vedi presentazione) applicativo in Microsoft Excel che consente di monitorare mensilmente i costi della qualità e della non qualità. Il file è modificabile dall’utente

10) Gestione reclami – software per la gestione dei reclami

11) Analisi dati mediante applicativi di Excel. Si tratta di 4 applicativi in MS Excel che consentono:
_ Analisi dei dati mediante legge di Pareto
_ Realizzazione Diagrama Gantt
_ Generatore di diagramma ad albero
_ Applicazione Analisi problematiche e Generatore soluzioni

12) Gestione aggiornamento da ISO 9001:2008 a ISO 9001:2015
UPDATE ISO 9001:2015 (vedi scheda) è il software per aggiornare in modo rapido e completo i sistemi di gestione qualità ISO 9001:2008 alla nuova norma ISO 9001:2015

13) Software gestione fornitori ISO 9001, per gestire i fornitori secondo l’ISO 9001:08 e IS0 9001:2015 – vedi scheda
Gestione ISO 9001 è lo strumento indispensabile per le aziende certificate ISO 9001:2008 e ISO 9001:2015 in quanto consente di migliorare la gestione della qualità in tutti i suoi aspetti, pratici ed operativi, ridurre i tempi di lavoro e quindi i costi.
E’ stato scelto da numerose organizzazioni certificate per la diretta riduzione dei costi gestionali della qualità, il risparmio di tempo nella gestione burocratica degli adempimenti e per la facilità d’uso.

 

Invio dei prodotti: entro 24 ore dal pagamento tramite email.
Requisiti: Windows XP; VISTA, Windows 7. Windows 8, Windows 10 o versioni superiori
Numero aziende gestibili: illimitato
Vantaggio acquisto prodotto: risparmio del 60% sul prezzo di listino della raccolta software (a 1836 euro i.e. anzichè 4.590 euro i.e)

Aggiornamenti e assistenza inclusi per 4 anni

Modalità di pagamento

1) Carta di credito su protocollo sicuro PayPal

2) Bonifico bancario – IBAN IT06K0326802400052740963321 – Banca Sella – intestato a Edirama di M. Rapparini – Importo bonifico Iva inclusa: 2239,92 euro – Una volta effettuato il pagamento inviare per email (info@edirama.org) o fax (051-74.50.786) la ricevuta

ISO 22317 – Business Impact Analysis (BIA)

L’Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione (ISO) Comitato Tecnico (TC) 292,  commissione competente per la scrittura di norme di sicurezza sulla  resilienza e business continuity, ha rilasciato la ISO 22317 – Societal Security – Business Management Systems Continuity – Business Impact Analysis, il primo e unico standard internazionale rivolto  esclusivamente alla Business Impact Analysis (BIA).

La ISO 22317 è stata ufficialmente pubblicata il 17 settembre 2015.

Ci sono alcuni punti importanti da capire prima di leggere la ISO 22317:

  • nel corso degli ultimi due anni, partecipanti provenienti da oltre una dozzina di paesi hanno contribuito allo sviluppo dello standard ISO 22317.
  • ISO 22317 è una specifica tecnica, il che significa che fornisce contenuti tecnici dettagliati su come implementare un processo di BIA, ma non è verificabile. Detto in altro modo, le organizzazioni non possono certificare la BIA a ISO 22317. Tuttavia, le organizzazioni possono utilizzare ISO 22317 come guida su come implementare in modo efficace o maturare un processo di BIA. Tuttavia  le aziende certificate ISO 22301 possono ottenere una attestazione di compliance alla ISO 22317 per il processo di BIA implementato.
  • la ISO  22317 integra (e non è in contrasto) con la ISO 22301 e la ISO 22313. Tuttavia, la ISO 22317 può essere utilizzato anche come un documento autonomo da parte delle organizzazioni che non utilizzano la ISO 22301 o la ISO 22313, ma cercano una guida su come eseguire il processo di BIA.

Il valore della ISO 22317:
La ISO 22317 definisce un processo di BIA flessibile che può essere utilizzato da organizzazioni, grandi o piccole, in qualsiasi settore.
Il processo di BIA analizza le conseguenze di un incidente dirompente sull’organizzazione. Il risultato è una dichiarazione di giustificazione delle esigenze di business continuity.”.

In particolare, ISO 22317:

  • fornisce una interessante definizione BIA e sul suo approccio
  • offre una proposta di valore BIA per le organizzazioni che lottano per ottenere buy-in
  • Identifica i requisiti che l’organizzazione dovrebbe avere prima di iniziare la BIA
  • delinea un processo dettagliato per come eseguire efficacemente la BIA
  • propone i risultati della BIA (compresi i risultati di ogni fase della BIA)
  • fornisce opzioni per i diversi metodi di raccolta delle informazioni, insieme a pro e contro di ciascun metodo di analisi.
  • descrive ulteriori modalità  per le  quali le organizzazioni possono scegliere di utilizzare la  BIA.

Complessivamente, la ISO 22317 può aiutare  le organizzazioni a svolgere in modo efficace uno degli elementi più difficili del ciclo di vita di business continuity: la Business Impact Analysis.

Fonte: CSQA

Auto-dichiarazioni ambientali: pubblicata la nuova ISO 14021

Fare un “piccolo gesto” per l’ambiente è diventato un riflesso per molti consumatori, attenti all’impatto ambientale dei prodotti che acquistano. Le asserzioni ambientali si moltiplicano su prodotti e imballaggi, rendendo necessaria l’elaborazione di norme sull’etichettatura ambientale che tengano conto di tutti gli aspetti pertinenti del ciclo di vita di un prodotto.

Per ritrovarsi nel confuso universo dell’etichettatura, la nuova edizione della ISO 14021:2016 “Environmental labels and declarations – Self-declared environmental claims (Type II environmental labelling)” riguarda le asserzioni ambientali auto-dichiarate effettuate dalle imprese per i loro prodotti (effettuate da fabbricanti, importatori, distributori e rivenditori senza certificazione di terza parte indipendente). Spesso collocate sui prodotti e/o sui loro imballaggi, le auto-dichiarazioni non si limitano all’etichettatura ma comprendono anche le asserzioni ambientali divulgate mediante pubblicità, pubblicazioni, internet o nei rapporti commerciali.

La norma rappresenta uno strumento fondamentale per i fabbricanti e le imprese che intendono comunicare – nel miglior modo possibile – l’impatto ambientale dei propri prodotti. Essa fornisce un elenco di requisiti generali da osservare per le asserzioni ambientali self-declared, descrive i termini comunemente utilizzati e fornisce le qualifiche per il loro utilizzo. Descrive inoltre una metodologia generale di valutazione e di verifica per le asserzioni ambientali auto-dichiarate.

La metodologia di valutazione utilizzata da chi effettua asserzioni ambientali deve essere trasparente e documentata perché chi acquista i prodotti deve essere rassicurato della validità di tali asserzioni. La ISO 14021:2016 è un documento molto importante in quanto fornisce una guida alle imprese che intendono presentare una auto-dichiarazione ambientale: interessa quindi particolarmente le PMI e le aziende nei paesi in via di sviluppo che intendono esportare i loro prodotti.

Nel mese di aprile 2016 è prevista l’adozione della norma internazionale come EN ISO; subito dopo verrà pubblicata come UNI EN ISO 14021.

Abbiamo chiesto a Alessandro Manzardo del Cesqa-Dipartimento Ingegneria Industriale dell’Università di Padova e coordinatore del gruppo di lavoro UNI sulla gestione ambientale di prodotto della Commissione Ambiente – quali novità introduce la nuova norma e quale è l’interesse a livello nazionale. “La nuova versione della norma aggiorna ed estende il contenuto della precedente per supportare il mondo delle imprese nel comunicare le performance ambientali dei propri prodotti in modo più trasparente. La principale novità riguarda le regole per effettuare i “claim” in materia di cambiamenti climatici che riguardano in particolare la Carbon Footprint di prodotto e la Carbon Neutrality”.

“L’interesse delle aziende italiane su questi temi – conclude Manzardo – è sicuramente cresciuto negli ultimi anni, basti pensare al successo di iniziative quali il programma per il calcolo dell’Impronta Ambientale del Ministero dell’Ambiente; le aziende che coglieranno l’opportunità di utilizzare questo standard nelle proprie attività di comunicazione potranno quindi beneficiare di un modo riconosciuto e autorevole per raccontare ai consumatori il loro impegno nella salvaguardia dell’ambiente”.

L’obiettivo della norma – elaborata da esperti con la collaborazione di gruppi di consumatori e da organizzazioni ambientali non governative – è quello di armonizzare l’utilizzo delle asserzioni ambientali auto-dichiarate, con i seguenti benefici:

  • asserzioni ambientali più accurate, verificabili, non ingannevoli
  • un maggiore potenziale del mercato di stimolare miglioramenti ambientali in produzione, processi e prodotti
  • prevenzione e riduzione delle asserzioni non garantite
  • minore confusione sul mercato
  • facilitazione del commercio internazionale
  • maggiore opportunità di fare scelte più informate per acquirenti e utilizzatori dei prodotti.

La ISO 14021:2016 è stata sviluppata dal comitato tecnico ISO/TC 207 “Environmental management” SC 3 “Environmental labelling”.

La gestione del rischio industriale: le nuove Direttive PED, ATEX e il “Safety Integrity Level” (SIL)

PED
L’armonizzazione in ambito legislativo europeo (NLF), l’entrata in vigore di nuovi regolamenti CE, la nuova classificazione dei fluidi, le maggiori responsabilità richieste agli operatori commerciali hanno comportato l’aggiornamento della Direttiva PED, che ha introdotto novità già applicabili dal 1° giugno 2015 ed entrerà in pieno vigore dal 19 luglio prossimo, col numero 2014/68/UE.

ATEX
La nuova direttiva ATEX 2014/34/UE va ad abrogare, con effetto decorrente dal 20 aprile 2016, la direttiva ATEX 94/9/CE. I prodotti e le apparecchiature immessi sul mercato anteriormente al 20 aprile 2016 e conformi alla precedente direttiva, potranno continuare ad essere commercializzati sul territorio UE anche successivamente a tale data, per un periodo transitorio che consenta ai fabbricanti e alle parti interessate di adattarsi alla nuova regolamentazione.

SIL
Nell’industria in generale e in particolare nei settori dell’Oil & Gas e chimico è crescente l’importanza dei sistemi di sicurezza funzionale per gli impianti di automazione. Tali sistemi di protezione devono essere correttamente studiati e garantire la completa e costante funzionalità nel tempo. I requisiti sono definiti nelle normative europee IEC 61508/61511.

Luogo e data

  1. 22 marzo 2016 (9.15 – 13)
  2. presso sede TÜV Italia – via Carducci 125, edificio 23 – Sesto S. Giovanni (Milano)

Programma

  • 9:15 Registrazione partecipanti e welcome coffee
  • 9:45 Benvenuto
    • Direttiva PED
    • Le novità già in vigore
    • Le nuove responsabilità degli attori
    • Le novità dal 19 luglio 2016
  • 11:00 Coffee break
  • 11:15 Direttiva ATEX
    • Panoramica generale
    • Le novità introdotte
  • 12:15 Safety Integrity Level (SIL)
    • Le norme IEC 61508 e IEC 61511
    • Campo d’applicazione e iter di certificazione
  • 13:00 Conclusioni, domande e risposte

Relatori

Giorgio Gallano, Product Manager PED TÜV Italia S.r.l.
Tiziano Porqueddu, Product Manager ATEX TÜV Italia S.r.l.
Alberto Macchi, Product Manager Sicurezza Funzionale TÜV Italia S.r.l.

Scarica il programma in PDF

Iscrizioni

La partecipazione all’evento è gratuita.
L’evento è a numero chiuso e le iscrizioni verranno chiuse al raggiungimento del numero massimo di iscritti.

Certificazione FSC® in Italia: il report 2015

Il sistema FSC® si conferma ancora una volta in maniera netta come il principale schema di certificazione forestale per il settore legno-carta italiano, mantenendo il nostro Paese al 5° posto al mondo e al 3° posto in Europa per numero di certificazioni CoC.

Certificazioni di Gestione Forestale

La superficie forestale certificata secondo gli standard del Forest Stewardship Council® in Italia si attesta sul valore complessivo di circa 52.245 ha, in aumento del 2,19% rispetto al 2014; in questi dati sono compresi le nuove certificazioni della “Compagnia Le Foreste del Benso” (340 ha di bosco ceduo in Liguria) e del gruppo di 9 pioppicoltori friulani coordinati dall’azienda “Turco Ivan e Pitton Rosa & C ss” (762 ha).
In entambi i casi si tratta di certificazioni molto significative sia per la valorizzazione di boschi altrimenti a rischio abbandono (la prima) sia per la produzione di un prodotto molto richiesto dall’industria del legno e della carta (la seconda).

Certificazioni di Catena di Custodia

Con riferimento alla certificazione della Catena di Custodia (Chain of Custody, CoC), il numero di certificati rilasciati in Italia al 31 dicembre 2015 risulta pari a 1.969, il 5% in più rispetto a quelli fatti registrare a fine 2014. Il numero netto di nuove certificazioni è pari quasi a 200 unità, tenendo conto che nel corso dell’anno alcune organizzazioni hanno visto il proprio certificato sospeso o terminato come conseguenza di scelte aziendali, cessazione dell’attività o riscontro di non conformità maggiori.

Il saldo positivo è la conferma che la certificazione FSC continua ad essere percepita come un investimento strategico dalle aziende che vogliano accedere al segmento green, differenziando la propria offerta anche per fronteggiare la crisi che sta inevitabilmente intaccando i settori del legno e della carta.

Tra le certificazioni CoC più significative del 2015 segnaliamo:

  • Errebian spa, distributore leader a livello nazionale nel settore della cancelleria (maggiori info qui);
  • MyMantra srl, produttore di borse e accessori di tendenza in legno micro-inciso al laser, una tecnologia artigianale e innovativa unica nel suo genere;
  • B & T spa, proprietaria del famoso marchio Dorelan®, che ha certificato le strutture in legno di letti, divani, divani-letto, reti e altri complementi di arredo (maggiori info qui).

FSC® a livello internazionale

Su scala internazionale, la superficie forestale certificata FSC è leggermente aumentata nel 2015, raggiungendo circa 187 milioni di ettari in 80 Paesi; il numero complessivo delle certificazioni CoC è salito a 29.800 unità, con un aumento del 4%; un trend simile a quello misurato a livello nazionale.

Distribuzione settoriale

Nel grafico viene rappresentata la più recente analisi della distribuzione settoriale della certificazione e che vede prevalere, ancora una volta, i settori della stampa e della seconda trasformazione. All’interno di queste macro categorie va evidenziato il settore dell’arredo da interno, che ricopre l’11% del totale, e quello del packaging in carta o cartone, con il 9%.

La distribuzione regionale conferma al primo posto la Lombardia ed il Veneto, seguite da Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Toscana; significativo rispetto al 2014 l’aumento delle certificazioni in Piemonte e nelle Marche.(Fonte: https://it.fsc.org)

Valutazione del rischi in ambito ISO 9001:2015 – due documenti di approfondimento

La gestione del rischio dei processi in ambito ISO 9001:2015 è l’aspetto più complesso per chi deve aggiornare o realizzare ex novo i sistemi di gestione qualità.

In questI due documenti trovi utili approfondimenti operativi:
_ 1) Schede tecniche di valutazione del rischio
_ 2) Il modello ISO 31000 per la valutazione del rischio

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