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I vantaggi delle #certificazioni #ISO14001 nell’indagine #ACCREDIA – #Università di Padova

Le organizzazioni italiane con un sistema di gestione ambientale (SGA) certificato secondo la norma UNI EN ISO 14001, registrano non soltanto benefici organizzativi e un miglioramento delle performance ambientali, ma anche vantaggi economici, che vanno dalla riduzione dei costi a una maggiore competitività sul mercato.

Lo rileva l’indagine “Benefici, costi e aspettative della certificazione ISO 14001 per le organizzazioni italiane”, condotta con cadenza biennale da ACCREDIA e  CESQA – Centro Studi Qualità Ambiente dell’Università degli Studi di Padova, per misurare benefici e limiti della certificazione SGA, valutando i miglioramenti, ma anche le difficoltà che le organizzazioni pubbliche e private incontrano nell’implementazione e nel mantenimento di un sistema certificato.

*************** KIT AGGIORNAMENTO ISO 14001:2015 ***********
_ Manuale ISo 14001:2015
_ Audit Check list ISO 14001:2015
_ Procedura identificazione aspetti ambientali e relativo impatto ambientale
_ Corso on line Esperto ISO 14001:2015
_ Software Analisi Rischi ISO 14001:2015

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L’indagine, giunta alla settima edizione, è stata avviata a settembre 2015 e ha visto la partecipazione di circa 1.200 imprese sulle 11.000 certificate sotto accreditamento ACCREDIA per lo schema SGA.

Il campione è composto in larga misura da aziende private, più del 90%, di cui oltre il 75% di piccole e medie dimensioni, che hanno ottenuto la certificazione da parte di un Organismo accreditato in un periodo compreso tra il 1999 e il 2015. A livello di siti certificati, circa il 70% del campione ha un solo certificato ISO 14001, ma vi sono numerose organizzazioni di natura complessa e articolata, di cui un 16% con 3 o più siti produttivi certificati.

Nel seguito si segnalano i risultati più significativi per i vari indicatori.

  • Difficoltà nell’implementazione del sistema di gestione ambientale

L’indagine del 2015 non ha rilevato scostamenti di sostanza rispetto alle precedenti rilevazioni sulle difficoltà delle organizzazioni nel conseguire e mantenere la certificazione ISO 14001. La diversa percezione dei limiti del sistema di gestione ambientale sembra dipendere soprattutto dall’attività economica svolta e dai processi produttivi attuati.

  • Gli aspetti del sistema di gestione ambientale ritenuti di più semplice applicazione – da oltre il 70% dei rispondenti – sono la definizione di una politica ambientale e la struttura organizzativa, oltre alla gestione delle attività di audit e al riesame;
  • Gli elementi più difficili da implementare (per oltre il 50% del campione) risultano l’identificazione delle prescrizioni legali, lo sviluppo di competenza e consapevolezza da parte della struttura, il controllo operativo e la valutazione della conformità legislativa.

 

  • Elementi di utilità del sistema di gestione ambientali

Per quanto riguarda l’utilità della certificazione ISO 14001, le valutazioni risultano invece omogenee, confermando il giudizio positivo degli anni precedenti su tutti i requisiti della norma, che sono ritenuti funzionali all’organizzazione e alle sue attività.

  • Gli elementi più importanti (per il 90% delle organizzazioni intervistate) sono l’identificazione e la valutazione degli aspetti ambientali, l’identificazione delle prescrizioni legali, lo sviluppo delle competenze, il controllo operativo, la gestione delle emergenze e la valutazione della conformità legislativa.
  • Meno importanti risultano la definizione di una politica ambientale, il reperimento di risorse e la comunicazione, interna ed esterna, che riguardano più del 20% dei rispondenti.

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  • Vantaggi e costi derivanti dall’adozione del sistema di gestione ambientale

Rispetto agli anni precedenti, risultano in aumento la consapevolezza e la capacità delle organizzazioni certificate nello stimare e quantificare i benefici e i costi derivanti dall’implementazione del sistema di gestione ambientale. Oltre il 70% del campione, in aumento del 25% rispetto alle precedenti rilevazioni, è in grado di valutare, anche in termini economici i vantaggi legati alla certificazione ISO 14001.

  • I principali benefici risultano la conformità legislativa e le performance ambientali, per oltre il 70% dei rispondenti; a seguire i vantaggi organizzativi, che riguardano quasi il 60% delle organizzazioni. I benefici di tipo economico, dalla riduzione dei costi all’aumento della competitività sul mercato, sono rilevati da una percentuale di soggetti tra il 15% e il 25%.
  • I costi ritenuti più importanti per sviluppare e mantenere il sistema di gestione ambientale sono relativi alle attività di formazione e consulenza, in aumento rispetto al passato, mentre quelli legati all’innovazione di prodotto risultano più contenuti e in ulteriore diminuzione nel confronto con le precedenti rilevazioni.
  • Prospettive di sviluppo in campo ambientale

Le organizzazioni si sono espresse anche in merito alla pianificazione e progettazione di iniziative di miglioramento e sviluppo in campo ambientale.

  • E’ in aumento l’interesse per progetti relativi a indicatori di performance ambientale, sostenibilità energetica, analisi dei costi ambientali, comunicazione ambientale. Molte aziende dichiarano di aver già intrapreso progetti di integrazione tra i sistemi di gestione e l’informatizzazione del sistema documentale. Risulta in calo l’interesse verso lo schema EMAS, mentre è in crescita, ma rimane di nicchia, la propensione per lo sviluppo di studi di Life Cycle Assessment, nonché verso la Carbon e la Water Footprint.

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ISO 14001:2015 – Nuovo concetto “Prospettiva del Ciclo di Vita”

Fra le novità che caratterizzano la ISO 14001:2015, la considerazione della Prospettiva del Ciclo di Vita (“Life Cycle Perspective”) nella gestione ambientale dei prodotti e servizi e, più in generale, nella gestione ambientale delle imprese e del complesso delle relazioni con gli interlocutori della proprie filiere, è uno dei temi di maggiore portata innovativa della nuova norma.

La nuova norma, con l’assunzione della Life Cycle Perspective, segna un “punto di non ritorno”, ovvero dà per scontato che da ora in poi, le organizzazioni certificate non possano più limitarsi ad adottare un approccio meramente “formale” alla conformità del proprio SGA rispetto ai requisiti dello standard ISO 14001 relativi alla filiera e alla catena del valore. Si consideri, ad esempio, il caso dell’outsourcing delle attività e dei processi, inclusi quelli di produzione, fenomeno che oggi interessa le imprese in misura crescente e molto più consistente rispetto al passato. Come si vedrà, l’adozione di una Prospettiva di Ciclo di Vita nel SGA, implica che non sia (più) possibile escludere dal campo di applicazione del Sistema attività e processi in ragione della loro esternalizzazione o affidamento a soggetti esterni all’impresa, indipendentemente dalla loro natura “core” o “non-core” rispetto al business dell’organizzazione15. In un contesto caratterizzato dal crescente ricorso all’outsourcing, è evidente come l’adozione di una Life Cycle Perspective risponda, in questo caso, all’esigenza di assicurare la credibilità dello standard, scongiurando la possibilità che la certificazione del SGA sia concessa ad un’organizzazione “svuotata” dei processi e delle attività i cui impatti ambientali dovrebbero invece costituire l’oggetto principale della gestione certificata.

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KIT AGGIORNAMENTO ISO 14001:2015 – Tutti gli strumenti per aggiornare e realizzare
i sistemi di gestione ambientali
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Come anticipato, la nuova norma esclude in modo esplicito che la conduzione di una LCA possa essere considerato un requisito. La necessità di adottare una Life Cycle Perspective può invece essere colta come uno spunto per sviluppare questo strumento, il cui utilizzo è rimasto fino ad oggi quasi sempre limitato alla gestione ambientale di prodotto16. Alla luce dei nuovi requisiti, la LCA trova nuove e significative possibilità di integrazione e di valorizzazione nell’ambito di un SGA, fino a configurarsi (nelle esperienze più avanzate) come lo strumento ideale per fornire all’organizzazione quel patrimonio conoscitivo necessario non solo a gestire gli impatti ambientali dei prodotti, ma anche a perseguire concretamente il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali che è alla base della filosofia della norma. I risultati di una “full LCA” forniscono infatti una misura completa e approfondita degli impatti ambientali, molto utile per alimentare di informazioni, suggerimenti e idee le strategie dell’organizzazione mirate al miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali.

Normalmente si ritiene che la conduzione di una LCA richieda un impegno significativo all’impresa, anche se non tutti gli studi sono concordi in questo senso17, ma va ricordato che è possibile applicare il metodo a diversi livelli di complessità e di precisione/approfondimento sotto il profilo tecnico, “giocando” sulla flessibilità consentita dai software e dalle banche dati di riferimento, sfruttandone tutte le potenzialità come supporto alle decisioni aziendali.

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KIT AGGIORNAMENTO ISO 14001:2015 – Tutti gli strumenti per aggiornare e realizzare
i sistemi di gestione ambientali
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Lo strumento LCA può essere utilizzato in forma semplificata (es.: “Screening LCA”) per produrre stime basate su dati “secondari” (cioè tratti “senza o con ridotto sforzo” da database esistenti) o comparazioni tra scelte alternative sotto il profilo ambientale (es.: tra materie prime succedanee) che comportano un impegno molto inferiore rispetto ad una “full LCA”. Quando è applicato in questa forma, il metodo LCA risulta di conseguenza più facilmente ed efficacemente “innestabile” nel Sistema di Gestione Ambientale e può quindi essere utilizzato per introdurre gradualmente la Prospettiva del Ciclo di Vita nei suoi meccanismi decisionali e nelle sue dinamiche gestionali.

Anche quando è applicata in una forma semplificata, infatti, la LCA mette a disposizione dell’azienda preziosi elementi conoscitivi “di base” relativi alle fasi del Ciclo di Vita dei prodotti e servizi su cui essa non ha un controllo immediato e diretto, ad esempio:

 quali impatti ambientali sono relativamente più significativi nella filiera;  a quali lavorazioni o fasi di attività sono legati;  quali sono le forniture che incidono maggiormente su un certo impatto ambientale;  in quali ambiti si possono rintracciare i maggiori margini di miglioramento;  etc.

In questo modo, la LCA diviene uno strumento “flessibile” di supporto ai diversi processi dell’organizzazione, che può essere utilizzato a diversi livelli di complessità a seconda delle esigenze delle funzione aziendali che ne hanno bisogno.

Fonte: Assolombarda

ISO 14001:2015 – il nuovo concetto del contesto dell’organizzazione

Una delle novità di maggiore rilievo della nuova norma – nonché la “prima” in ordine logico e sequenziale – è relativa all’introduzione ex novo di un Punto norma interamente dedicato al contesto dell’organizzazione e alla sua conoscenza e comprensione da parte dell’organizzazione che intenda adottare e sviluppare un Sistema di Gestione Ambientale certificato ai sensi della norma ISO 14001.

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Manuale ISO 14001:2015
Copertina
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La spinta alla formalizzazione di una “analisi del contesto” dell’organizzazione nasce dalla volontà dell’ISO di valorizzare il contributo e di rafforzare il ruolo del Sistema di Gestione Ambientale quale strumento di gestione nel quadro delle più ampie problematiche dello sviluppo sostenibile (di natura quindi anche sociale ed economica), riconoscendo la necessità, ai fini della sua efficacia, che esso tenga in adeguata considerazione il contesto complessivo in cui l’organizzazione opera, nonché le aspettative e i bisogni delle diverse parti interessate che sono attive nel medesimo contesto e con cui essa, a diversi livelli e con diverse finalità, interagisce (operatori delle filiere a monte e a valle, aziende concorrenti, comunità locali, istituzioni, etc.).

Il contesto introdotto dalla ISO 14001:2015 è quindi multidimensionale – non solo “ambientale” in senso fisico e naturale – e “popolato” di soggetti (parti interessate) portatori di specifici bisogni e aspettative. É proprio all’identificazione di tali bisogni e aspettative, nonché più in generale delle questioni che dal contesto possono emergere relativamente alle dimensioni evidenziate, che è prioritariamente finalizzata l’analisi del contesto.

Dall’analisi e comprensione del contesto dell’organizzazione derivano una serie di implicazioni per tutto il suo Sistema di Gestione Ambientale: dalla definizione del campo di applicazione del Sistema, alla considerazione dei fattori, interni ed esterni, in grado di condizionare la capacità dell’organizzazione di raggiungerne gli obiettivi, attraverso, in primis, una pianificazione che tenga in adeguata considerazione tali fattori, “portandoli a bordo” del Sistema stesso.

Una emblematica indicazione dell’entità di queste implicazioni emerge chiaramente se si considera che l’introduzione del nuovo Punto norma nello standard ha indotto a ridefinire e a “ridisegnare” la tradizionale e consolidata figura del Ciclo di Deming “Plan-Do-Check- Act”, al fine di dare evidenza proprio al ruolo del contesto e agli input che esso fornisce alla strutturazione e all’attuazione del Sistema di Gestione Ambientale in tutte le sue diverse componenti, nonché ai riflessi ed alle conseguenze che il raggiungimento degli obiettivi del SGA ha, come output, sullo stesso contesto.

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Pubblicato il manuale ISO 14001:2015

Copertina Sommario

Manuale sistema di gestione ambientale in formato MS Word conforme alla ISO 14001:2015.
Formato A4 editabile MS Word – 25 pagine

Questo documento è strutturato in 10 sezioni, ognuna allineata con i requisiti della norma ISO 14001:2015.
Vantaggi
_ risparmio di tempo per implementare manuale ISO 14001:2015
_ informazioni di altissimo valore per realizzare il sistema documentale ISO 14001:2015

Compila il modulo per richiedere gli estratti gratuiti del manuale e l’offerta in corso. I dati sono trattati ai sensi del D.lgs 196/03. In qualsiasi momento puoi cancellarti.

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Contributi per le certificazioni ambientali


Nell’ambito dei contributi pubblici le PMI in possesso di certificazioni ambientali (registrazione EMAS, marchio Ecolabel UE, ISO14001 e ISO50001) avranno accesso prioritario e una riduzione delle garanzie richieste. Lo prevede il testo del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità attualmente allo studio della Camera e prossimo all’approvazione, dopo aver ottenuto quella del Senato.

  • Contributi. A beneficiare dell’agevolazione in graduatoria per l’accesso ai fondi pubblici prevista dall’articolo 17 del Disegno di Legge n. 1676, recante disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali, saranno le sole imprese già certificate al momento della domanda di contributo.
  • Garanzie. La versione del Ddl approvata dal Senato prevede inoltre riduzioni delle garanzie richieste alle imprese che intendano accedere agli appalti per la fornitura di beni e servizi ecologici, se in possesso delle certificazioni ambientali.

L’obiettivo del Disegno di Legge collegato alla Stabilità 2016 è quello di migliorare l’impatto ambientale dei cicli produttivi delle imprese puntando sulle certificazioni ambientali. (Fonte: http://www.pmi.it/)

Certificazioni ambientali, i dati Ervet 2015

Crescono in Emilia-Romagna le certificazioni ambientali di prodotto. La regione (con un aumento del 14,8% rispetto all’anno precedente) è al secondo posto in Italia per numero di imprese che si dotano del marchio europeo Ecolabel.
A fare da traino il distretto della ceramica – con 13 licenze che rappresentano il 93% del totale italiano – che utilizza il marchio come leva per competere nei mercati stranieri. In aumento del 17% anche la Dichiarazione ambientale di prodotto (Epd), in particolare nel settore agroalimentare dove l’Emilia-Romagna si conferma al primo posto nazionale per diffusione.

I dati si riferiscono al periodo luglio 2014-luglio 2015 ed emergono dal Rapporto Ervet (Agenzia Emilia-Romagna valorizzazione economica territorio) su “La diffusione degli strumenti volontari per la gestione della sostenibilità in Emilia-Romagna”, da oggi on line sul portale Ambiente.

Rispetto ai settori produttivi, i primi per diffusione dei principali standard per la qualità, l’ambiente e la sicurezza sono il comparto metalmeccanico con 3.747 certificazioni; le costruzioni (2.742), il commercio all’ingrosso (2.131) e gli altri servizi (2.113). Le tendenze evolutive al 2015 evidenziano una crescita maggiore per i settori istruzione (+14%); altri servizi sociali (+12%) e industrie alimentari (+7%).

Nel 2015 sono lievemente calate, invece, le certificazioni di processo. Quelle Emas diminuiscono di poche unità, ma il numero di registrazioni (165) colloca la regione al secondo posto in Italia dopo la Lombardia (190). Decrescita più sensibile (-13%) per lo standard Iso 14001, anche se con 1.701 siti certificati la regione si posizione comunque al terzo posto su scala nazionale.

Terzo posto anche per la certificazione Ohsas 18001, relativa alla tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. La certificazione etica Sa 8000 registra un calo del 13% e quella Iso 9001 un -6%. Restano stabili le certificazioni forestali Fsc (163 certificati rispetto ai 154 del 2014, che valgono il terzo posto nazionale) e Pefc (52 contro i 54 del 2014, sesto posto), molto diffuse nel settore della carta. Negli approfondimenti i dati a livello provinciale. (Fonte: http://www.regione.emilia-romagna.it/)

La norma ISO 14001:15 – quadro di sintesi

“La norma ISO 14001, che definisce i requisiti per un sistema di gestione ambientale, è una delle norme più utilizzate al mondo e costituisce uno strumento essenziale per molte organizzazioni. Con più di 300.000 certificati emessi ogni anno a livello globale, si colloca ai primi posti nell´agenda di molte organizzazioni che hanno dato importanza al loro impatto sull’ambiente” (fonte sito UNI).

Tra le novità presenti nella nuova revisione:

  • adozione una struttura comune tra le diverse norme sui sistemi di gestione;
  • maggiore attenzione all’analisi delle relazioni tra il contesto, l’Organizzazione e le parti interessate;
  • maggior responsabilizzazione del top management in merito all’attuazione dei requisiti del Sistema di Gestione Ambientale;
  • implementazione dell´integrazione tra sistema di gestione e  indirizzi strategici dell’Organizzazione;
  • individuazione dei rischi e delle opportunità che influiscono sul Sistema di Gestione Ambientale;
  • approccio orientato a prendere in considerazione gli impatti connessi a prodotti e servizi lungo l’intero ciclo di vita.
  • kit_IS_14001La revisione è il risultato del lavoro svolto dal gruppo di lavoro internazionale a cui ha fornito supporto anche il  GdL UNI “Sistemi di Gestione Ambientale” a cui ha partecipato attivamente anche Arpa Emilia-Romagna.

Con l´entrata in vigore della nuova norma è stato fissato un periodo transitorio di 3 anni dalla pubblicazione durante il quale saranno valide le nuove certificazioni e i rinnovi emessi a fronte di entrambe le edizioni della norma ISO 14001, sia 2004 sia 2015.

A 3 anni dalla pubblicazione della nuova edizione 2015 della ISO 14001 cesseranno di valere le certificazioni rilasciate in conformità della ISO 14001:2004.

Pubblicata la nuova ISO 14001:2015 – Ecco le novità

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Manuale, procedure e modulistica in formato MS Word
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L’ISO ha pubblicato la nuova ISO 14001:2015 – la norma per realizzare i sistemi di gestione ambientale. Le aziende avranno tempo fino a giugno 2018 per aggiornare i propri sistemi di gestione ambientale.

Vediamo rapidamente quali sono le novità. Nelle prossime settimane pubblicheremo il corso on line, manuale, procedure e modulistica di un sistema di gestione ambientale ISO 14001:2015.

1)  Nuova struttura
La ISO 14001:2015 ha una struttura di Alto Livello”, con conseguenti benefici derivanti da:
_ struttura identica per tutti i sistemi di gestione
_ terminologia coerente con le altre norme di sistemi di gestione
_ più facile comprensione dei requisiti
_ più efficiente integrabilità dei sistemi di gestione
E’ strutturata in 10 capitoli:
1. Scopo
2. Riferimenti normativi
3. Termini e definizioni
4. Contesto dell’organizzazione
5. Leadership
6. Pianificazione
7. Supporto
8. Funzionamento
9. Valutazione delle prestazioni
10. Miglioramento

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Manuale, procedure e modulistica in formato MS Word
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4. Contesto dell’organizzazione
Le organizzazioni devono chiarire tutti gli aspetti esterni e interni che hanno un impatto significativo sulla loro capacità di raggiungere i propri obiettivi di gestione ambientale.
Ci si riferisce in particolare alle condizioni ambientali che possono influenzare il funzionamento di un’azienda, i suoi prodotti e servizi. Inoltre, l’organizzazione è tenuta a identificare le parti interessate dal sistema di gestione ambientale, per determinare le loro esigenze e aspettative.

5.1 Responsabilità della direzione
I requisiti relativi al coinvolgimento e alla gestione della responsabilità della direzione sono stati raf
forzati.
Si richiede che gli obiettivi ambientali vengano verificati per garantirne la congruenza con la pianificazione strategica dell’organizzazione e con il contesto ove la stessa opera.
Tutto ciò servirebbe a garantire che i requisiti definiti per la gestione ambientale siano inclusi nei processi aziendali principali e che i requisiti di gestione ambientale portino ai risultati desiderati.

5.2 Politica ambientale
Nella versione attuale della norma è stato mantenuto il principio dell’impegno alla prevenzione
dell’inquinamento, con estensione all’impegno per la protezione ambientale nel contesto dell’organizzazione:
Utilizzo sostenibile delle risorse, Misure volte a ridurre l’impatto da Cambiamenti Climatici (es. passaggio da energia fossile a fonti di energia rinnovabili), Tutela della biodiversità e degli ecosistemi,Altri aspetti ambientali rilevanti.

6.1 Azioni per affrontare il rischio associato a minacce e opportunità
Tra i requisiti di pianificazione è stata introdotta la  necessità di avvalersi di metodologie basate sulla
valutazione del rischio. La valutazione dei rischi associati a minacce e opportunità dovrebbe assicurare che l’organizzazione sia in grado di conseguire quanto pianificato e che sia in grado di conseguire il miglioramento continuo prevenendo o riducendo effetti
indesiderati, ad esempio derivanti da condizioni ambientali esterne.
Tale processo risente dell’esito della identificazione del contesto (4.1) e della comprensione
delle aspettative delle parti interessate (4.2).

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Manuale, procedure e modulistica in formato MS Word
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6.1.2 Identificazione degli aspetti ambientali
Il processo di identificazione degli aspetti ambientali ricalca quanto definito nell’edizione 2004 della norma, tuttavia viene richiesto un approccio orientato al ciclo di vita del prodotto, pur non richiedendo un vero LCA.

6.1.3 Prescrizioni legali
Il capitolo 4.3.2 “Prescrizioni legali e altre prescrizioni” della ISO 14001:2004, benché cambiato nella forma, è stato pressoché confermato nei contenuti.

6.2 Obiettivi ambientali e pianificazione per il loro conseguimento
Come per l’edizione 2004, la definizione degli obiettivi ambientali deve essere coerente con l’esito della valutazione della significatività degli aspetti ambientali;
viene inoltre evidenziato che deve essere garantita congruenza anche con l’esito della valutazione del
rischio (6.1).
Si vuole inoltre promuovere la valutazione delle prestazioni ambientali basata su uno o più indicatori che contribuiranno a valutare e a dimostrare il livello delle prestazioni conseguite e il raggiungimento degli obiettivi. Viene poi confermato che le azioni pianificate per il conseguimento degli obiettivi possono essere integrate nei processi di business planning aziendale.

7.4.3 Comunicazione esterna
I requisiti relativi alla gestione della comunicazione sono stati completamente riscritti, includendo riferimento al processo di pianificazione della comunicazione, richiedendo che le informazioni comunicate siano congruenti con quanto generato dal sistema di gestione e che siano affidabili.

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Manuale, procedure e modulistica in formato MS Word
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8.1 Pianificazione e Controllo operativo
Si evidenzia un generale rafforzamento del rapporto tra la gestione ambientale e la normale pianificazione dei processi aziendali. I criteri operativi dei processi ed i controlli dei processi stessi costituiscono  il fulcro dei requisiti operativi del sistema di gestione ambientale. Viene poi ripreso
l’orientamento al ciclo di vita del prodotto richiesto in fase di identificazione degli aspetti ambientali,
richiedendolo specularmente nell’approvvigionamento di prodotti e servizi, nelle fasi di progettazione, sviluppo, erogazione/consegna, utilizzo e trattamento a fine vita. Per la gestione di fornitori e appaltatori sono ripresi requisiti di fatto già espressi nella edizione 2004, mentre
la definizione di informazioni relative ad impatti di prodotti e servizi lungo il loro ciclo di vita risulta ora meglio espressa.