Il significato della certificazione #ISO9001

Cosa significa la certificazione ISO 9001? Comunicato IAF sul significato della certificazione di sistema di gestione – SGQ

Quali i risultati attesi da una certificazione ISO 9001 o ISO 14001?

Risultati delle certificazioni secondo la norma ISO 9001 rilasciate sotto accreditamento

L’International Accreditation Forum (IAF) e l’International Organization for Standardization (ISO) vogliono presentare sinteticamente i risultati attesi da una certificazione rilasciata sotto accreditamento ai sensi della norma ISO 9001.

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L’obiettivo è promuovere una visione comune dell’intera catena di valutazione della conformità, al fine di raggiungere tali risultati e di rafforzare il valore e l’importanza della certificazione accreditata.

La certificazione ISO 9001 viene utilizzata sia nei settori privati sia in quelli pubblici per aumentare la fiducia nei prodotti e servizi forniti dalle aziende, tra partner commerciali nelle relazioni business-to-business, nella scelta dei fornitori nelle supply chain e nella selezione dei partecipare a bandi di gara.

L’ISO ha sviluppato e pubblicato la norma ISO 9001, ma non svolge alcuna attività di audit o certificazione. Queste attività vengono effettuate dagli organismi di certificazione, in maniera indipendente dall’ISO. Quest’ultima non controlla gli organismi, ma sviluppa norme volontarie internazionali per promuovere su base globale le buone prassi nello svolgimento delle attività. Ad esempio, la norma ISO/IEC 17021 specifica i requisiti per organismi che forniscono audit e certificazione di sistemi di gestione.

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Un’opportunità per gli organismi di certificazione che intendano aumentare ulteriormente la fiducia nei loro servizi, è richiedere l’accreditamento della propria competenza, da parte di un ente nazionale di accreditamento riconosciuto da IAF. IAF è un’associazione internazionale che riunisce gli enti nazionali di accreditamento di 49 Paesi.
ISO non controlla gli enti di accreditamento, ma sviluppa norme volontarie internazionali, come la norma ISO/IEC 17011 che specifica i requisiti generali per l’accreditamento.
Risultati attesi delle certificazioni secondo la norma ISO 9001 rilasciate sotto accreditamento (dal punto di vista dei clienti dell’organizzazione)

“Per lo scopo di certificazione definito, un’organizzazione con un sistema di gestione certificato fornisce con continuità prodotti che sono in conformità con i requisiti statutari e regolamentari applicabili e mira ad aumentare la soddisfazione del cliente” .
Cosa significa la certificazione secondo la norma ISO 9001 rilasciata sotto accreditamento

Per ottenere prodotti conformi, il processo di certificazione accreditata deve fornire fiducia che l’organizzazione disponga di un sistema di gestione della qualità conforme ai requisiti applicabili della ISO 9001.

Ci si attende, in particolare, che la certificazione ISO 9001dimostri che l’organizzazione:
A. ha predisposto un sistema di gestione della qualità adeguato per i suoi prodotti e processi ed appropriato per lo scopo di accreditamento.
B. analizza e comprende le esigenze e le attese dei clienti nonché i requisiti statutari e regolamentari relativi ai propri prodotti.
C. garantisce che le caratteristiche del prodotto siano state definite in modo da soddisfare i requisiti del cliente e i requisiti statutari e regolamentari.
D. ha determinato e sta gestendo i processi necessari per finalizzare i risultati attesi (prodotti conformi e accresciuta soddisfazione cliente).
E. ha garantito la disponibilità delle risorse necessarie per il supporto alle attività e al monitoraggio dei suddetti processi.
F. effettua il monitoraggio e tiene sotto controllo le caratteristiche definite del prodotto.
G. si adopera per prevenire le non conformità e addotta processi di miglioramento predisposti per:
1. risolvere eventuali non conformità che si presentano (incluse quelle di prodotto che vengono individuate dopo la consegna);
2. analizzare le cause delle non conformità ed effettuare azioni correttive per evitare che si ripetano;
3. gestire reclami provenienti dai clienti.
H. ha effettuato una efficace verifica ispettiva interna e un processo di riesame da parte della direzione.
I. sta monitorando, misurando e migliorando in modo continuativo l’efficacia del suo sistema di gestione della qualità.
Cosa non significa la certificazione secondo la norma ISO 9001 rilasciata sotto accreditamento

Elementi che la certificazione ai sensi della norma ISO 9001 rilasciata sotto accreditamento non comprende:

1) E’ fondamentale riconoscere che la norma ISO 9001 definisce i requisiti del sistema di gestione della qualità di un’organizzazione, e non i suoi prodotti. La certificazione accreditata secondo la norma ISO 9001 dovrebbe fornire fiducia nella capacità dell’organizzazione di “offrire in modo coerente prodotti che soddisfano il cliente e sono conformi ai requisiti statutari e regolamentari applicabili”. La norma ISO 9001 non garantisce necessariamente la conformità del prodotto al 100%, anche se questo resta l’obiettivo permanente.

2) La certificazione secondo la norma ISO 9001 non implica la superiorità di un prodotto, né che il prodotto stesso sia certificato secondo i requisiti di una norma o specifica dell’ISO (o di altro ente).

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Fonte: Accredia

 

I vantaggi delle #certificazioni #ISO14001 nell’indagine #ACCREDIA – #Università di Padova

Le organizzazioni italiane con un sistema di gestione ambientale (SGA) certificato secondo la norma UNI EN ISO 14001, registrano non soltanto benefici organizzativi e un miglioramento delle performance ambientali, ma anche vantaggi economici, che vanno dalla riduzione dei costi a una maggiore competitività sul mercato.

Lo rileva l’indagine “Benefici, costi e aspettative della certificazione ISO 14001 per le organizzazioni italiane”, condotta con cadenza biennale da ACCREDIA e  CESQA – Centro Studi Qualità Ambiente dell’Università degli Studi di Padova, per misurare benefici e limiti della certificazione SGA, valutando i miglioramenti, ma anche le difficoltà che le organizzazioni pubbliche e private incontrano nell’implementazione e nel mantenimento di un sistema certificato.

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L’indagine, giunta alla settima edizione, è stata avviata a settembre 2015 e ha visto la partecipazione di circa 1.200 imprese sulle 11.000 certificate sotto accreditamento ACCREDIA per lo schema SGA.

Il campione è composto in larga misura da aziende private, più del 90%, di cui oltre il 75% di piccole e medie dimensioni, che hanno ottenuto la certificazione da parte di un Organismo accreditato in un periodo compreso tra il 1999 e il 2015. A livello di siti certificati, circa il 70% del campione ha un solo certificato ISO 14001, ma vi sono numerose organizzazioni di natura complessa e articolata, di cui un 16% con 3 o più siti produttivi certificati.

Nel seguito si segnalano i risultati più significativi per i vari indicatori.

  • Difficoltà nell’implementazione del sistema di gestione ambientale

L’indagine del 2015 non ha rilevato scostamenti di sostanza rispetto alle precedenti rilevazioni sulle difficoltà delle organizzazioni nel conseguire e mantenere la certificazione ISO 14001. La diversa percezione dei limiti del sistema di gestione ambientale sembra dipendere soprattutto dall’attività economica svolta e dai processi produttivi attuati.

  • Gli aspetti del sistema di gestione ambientale ritenuti di più semplice applicazione – da oltre il 70% dei rispondenti – sono la definizione di una politica ambientale e la struttura organizzativa, oltre alla gestione delle attività di audit e al riesame;
  • Gli elementi più difficili da implementare (per oltre il 50% del campione) risultano l’identificazione delle prescrizioni legali, lo sviluppo di competenza e consapevolezza da parte della struttura, il controllo operativo e la valutazione della conformità legislativa.

 

  • Elementi di utilità del sistema di gestione ambientali

Per quanto riguarda l’utilità della certificazione ISO 14001, le valutazioni risultano invece omogenee, confermando il giudizio positivo degli anni precedenti su tutti i requisiti della norma, che sono ritenuti funzionali all’organizzazione e alle sue attività.

  • Gli elementi più importanti (per il 90% delle organizzazioni intervistate) sono l’identificazione e la valutazione degli aspetti ambientali, l’identificazione delle prescrizioni legali, lo sviluppo delle competenze, il controllo operativo, la gestione delle emergenze e la valutazione della conformità legislativa.
  • Meno importanti risultano la definizione di una politica ambientale, il reperimento di risorse e la comunicazione, interna ed esterna, che riguardano più del 20% dei rispondenti.

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  • Vantaggi e costi derivanti dall’adozione del sistema di gestione ambientale

Rispetto agli anni precedenti, risultano in aumento la consapevolezza e la capacità delle organizzazioni certificate nello stimare e quantificare i benefici e i costi derivanti dall’implementazione del sistema di gestione ambientale. Oltre il 70% del campione, in aumento del 25% rispetto alle precedenti rilevazioni, è in grado di valutare, anche in termini economici i vantaggi legati alla certificazione ISO 14001.

  • I principali benefici risultano la conformità legislativa e le performance ambientali, per oltre il 70% dei rispondenti; a seguire i vantaggi organizzativi, che riguardano quasi il 60% delle organizzazioni. I benefici di tipo economico, dalla riduzione dei costi all’aumento della competitività sul mercato, sono rilevati da una percentuale di soggetti tra il 15% e il 25%.
  • I costi ritenuti più importanti per sviluppare e mantenere il sistema di gestione ambientale sono relativi alle attività di formazione e consulenza, in aumento rispetto al passato, mentre quelli legati all’innovazione di prodotto risultano più contenuti e in ulteriore diminuzione nel confronto con le precedenti rilevazioni.
  • Prospettive di sviluppo in campo ambientale

Le organizzazioni si sono espresse anche in merito alla pianificazione e progettazione di iniziative di miglioramento e sviluppo in campo ambientale.

  • E’ in aumento l’interesse per progetti relativi a indicatori di performance ambientale, sostenibilità energetica, analisi dei costi ambientali, comunicazione ambientale. Molte aziende dichiarano di aver già intrapreso progetti di integrazione tra i sistemi di gestione e l’informatizzazione del sistema documentale. Risulta in calo l’interesse verso lo schema EMAS, mentre è in crescita, ma rimane di nicchia, la propensione per lo sviluppo di studi di Life Cycle Assessment, nonché verso la Carbon e la Water Footprint.

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10 motivi per cui la nuova ISO 9001:2015 può aiutarti ad acquisire una clientela multinazionale

La presenza del certificato ISO 9001:2015 assicura che l’azienda rispetta determinate metodologie e controlli nello svolgimento dei processi e nell’erogazione dei prodotti/servizi.

L’ISO 9001:2015 costituisce un’opportunità per acquisire nuovi e importanti clienti e nei prossimi 10 punti ti spiegherò come e perchè.

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  1. Pubblicizzando il tuo certificato di accreditamento ISO 9001:2015 su tutto il materiale marketing e promozionale aziendale, dalla carta intestata, ai biglietti da visita e ovviamente al sito web. Verifica con l’ente di certificazione eventuali restrizioni in ambito copyright per il marchio.
  2. Dimostrando nella pratica che aderisci a questo standard internazionale.
  3. Dimostrando che puoi produrre in un processo controllato elevate quantità di prodotto standard
  4. Dimostrando la soddisfazione del cliente. L’adesione al punto 9.1.2 della norma assicura che la soddisfazione del cliente è quotidianamente perseguita e ricercata.
  5. Miglioramento continuo: un potenziale partner è sempre ben impressionato dall’orientamento a migliorare in modo costante le proprie performance
  6. Dimostrando l’impegno nella leadership
  7. Mostrando una cultura aziendale positiva.
  8. Dimostrando una riduzione dei rifiuti e dello spreco di denaro
  9. Dimostrando una migliore predisposizione alla scalabilità, ovvero alla capacità di potere gestire in modo flessibile processi e metodologie
  10. Rendendo evidente la capacità di cambiamento – Il punto 6.3 della norma affronta specificamente la pianificazione per il cambiamento, e se si può dimostrare che si può fare questo in modo controllato, una grande organizzazione può pensare che siete pronti per il cambiamento positivo e probabilmente vi preferirà come partner ad altri sprovvisti di ISO 9001:2015

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Cos’è l’Annex SL, e che rapporto ha con la ISO 9001 ?

L’Annex  SL  è  un  estratto  del  documento  “ISO/IEC  Directives  Part  1  –  Consolidated  ISO  Supplement  – Procedures  Specific  to  ISO”.    Questo  standard  regola  e  controlla  il  processo  di  sviluppo,  aggiornamento  e pubblicazione  delle  Norme  ISO.    Il  testo  completo  della  parte  1  delle  Direttive,  ivi  compreso  il  testo dell’Annex SL, sono disponibili al seguente indirizzo:
http://www.iso.org/sites/directives/Directives_Cons
olidated.xhtml#x—Annex-SL–normative—Proposals-
for-management-system-standards

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L’Annex  SL  può  essere  considerato  un  progetto  in  dieci  sezioni,  da  utilizzare  per  tutte  le  Norme  ISO.
Promuove (tra l’altro) l’uso di termini comuni e delle definizioni principali di molti termini utilizzati nella  famiglia delle norme ISO.  Grazie alla struttura vincolante dell’Annex SL, le organizzazioni riusciranno più facilmente  ad  ottenere  certificazioni  integrate,  ad  esempio  ISO  9001/ISO  14001/OHSAS  18001,  perché ognuna  di  queste  norme  sarà  composta  dalle  stesse  10  sezioni,  e  conterrà  gli  stessi  termini  e  definizioni chiave.

Agroalimentare: pubblicata la UNI 10358 sullo yogurt

UNI

La commissione tecnica Agroalimentare ha pubblicato la nuova edizione della norma UNI 10358 sullo yogurt con aggiunta di altri ingredienti alimentari: la norma ritira e sostituisce la UNI 10358:1993.

La norma definisce lo yogurt e lo yogurt con aggiunta di altri ingredienti alimentari, la loro composizione e le loro caratteristiche al momento del consumo. Si applica allo yogurt e allo yogurt con aggiunta di altri ingredienti alimentari. Il nome yogurt non può essere utilizzato nella denominazione di un prodotto che non risponda alla definizione data al punto 2 della norma, anche se accompagnata da un informazione sul trattamento che lo diversifica.

UNI 10358:2016 “Yogurt con aggiunta di altri ingredienti alimentari – Definizione, composizione e caratteristiche”

ISO 14001:2015 – Nuovo concetto “Prospettiva del Ciclo di Vita”

Fra le novità che caratterizzano la ISO 14001:2015, la considerazione della Prospettiva del Ciclo di Vita (“Life Cycle Perspective”) nella gestione ambientale dei prodotti e servizi e, più in generale, nella gestione ambientale delle imprese e del complesso delle relazioni con gli interlocutori della proprie filiere, è uno dei temi di maggiore portata innovativa della nuova norma.

La nuova norma, con l’assunzione della Life Cycle Perspective, segna un “punto di non ritorno”, ovvero dà per scontato che da ora in poi, le organizzazioni certificate non possano più limitarsi ad adottare un approccio meramente “formale” alla conformità del proprio SGA rispetto ai requisiti dello standard ISO 14001 relativi alla filiera e alla catena del valore. Si consideri, ad esempio, il caso dell’outsourcing delle attività e dei processi, inclusi quelli di produzione, fenomeno che oggi interessa le imprese in misura crescente e molto più consistente rispetto al passato. Come si vedrà, l’adozione di una Prospettiva di Ciclo di Vita nel SGA, implica che non sia (più) possibile escludere dal campo di applicazione del Sistema attività e processi in ragione della loro esternalizzazione o affidamento a soggetti esterni all’impresa, indipendentemente dalla loro natura “core” o “non-core” rispetto al business dell’organizzazione15. In un contesto caratterizzato dal crescente ricorso all’outsourcing, è evidente come l’adozione di una Life Cycle Perspective risponda, in questo caso, all’esigenza di assicurare la credibilità dello standard, scongiurando la possibilità che la certificazione del SGA sia concessa ad un’organizzazione “svuotata” dei processi e delle attività i cui impatti ambientali dovrebbero invece costituire l’oggetto principale della gestione certificata.

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Come anticipato, la nuova norma esclude in modo esplicito che la conduzione di una LCA possa essere considerato un requisito. La necessità di adottare una Life Cycle Perspective può invece essere colta come uno spunto per sviluppare questo strumento, il cui utilizzo è rimasto fino ad oggi quasi sempre limitato alla gestione ambientale di prodotto16. Alla luce dei nuovi requisiti, la LCA trova nuove e significative possibilità di integrazione e di valorizzazione nell’ambito di un SGA, fino a configurarsi (nelle esperienze più avanzate) come lo strumento ideale per fornire all’organizzazione quel patrimonio conoscitivo necessario non solo a gestire gli impatti ambientali dei prodotti, ma anche a perseguire concretamente il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali che è alla base della filosofia della norma. I risultati di una “full LCA” forniscono infatti una misura completa e approfondita degli impatti ambientali, molto utile per alimentare di informazioni, suggerimenti e idee le strategie dell’organizzazione mirate al miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali.

Normalmente si ritiene che la conduzione di una LCA richieda un impegno significativo all’impresa, anche se non tutti gli studi sono concordi in questo senso17, ma va ricordato che è possibile applicare il metodo a diversi livelli di complessità e di precisione/approfondimento sotto il profilo tecnico, “giocando” sulla flessibilità consentita dai software e dalle banche dati di riferimento, sfruttandone tutte le potenzialità come supporto alle decisioni aziendali.

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Lo strumento LCA può essere utilizzato in forma semplificata (es.: “Screening LCA”) per produrre stime basate su dati “secondari” (cioè tratti “senza o con ridotto sforzo” da database esistenti) o comparazioni tra scelte alternative sotto il profilo ambientale (es.: tra materie prime succedanee) che comportano un impegno molto inferiore rispetto ad una “full LCA”. Quando è applicato in questa forma, il metodo LCA risulta di conseguenza più facilmente ed efficacemente “innestabile” nel Sistema di Gestione Ambientale e può quindi essere utilizzato per introdurre gradualmente la Prospettiva del Ciclo di Vita nei suoi meccanismi decisionali e nelle sue dinamiche gestionali.

Anche quando è applicata in una forma semplificata, infatti, la LCA mette a disposizione dell’azienda preziosi elementi conoscitivi “di base” relativi alle fasi del Ciclo di Vita dei prodotti e servizi su cui essa non ha un controllo immediato e diretto, ad esempio:

 quali impatti ambientali sono relativamente più significativi nella filiera;  a quali lavorazioni o fasi di attività sono legati;  quali sono le forniture che incidono maggiormente su un certo impatto ambientale;  in quali ambiti si possono rintracciare i maggiori margini di miglioramento;  etc.

In questo modo, la LCA diviene uno strumento “flessibile” di supporto ai diversi processi dell’organizzazione, che può essere utilizzato a diversi livelli di complessità a seconda delle esigenze delle funzione aziendali che ne hanno bisogno.

Fonte: Assolombarda

ISO 14001:2015 – il nuovo concetto del contesto dell’organizzazione

Una delle novità di maggiore rilievo della nuova norma – nonché la “prima” in ordine logico e sequenziale – è relativa all’introduzione ex novo di un Punto norma interamente dedicato al contesto dell’organizzazione e alla sua conoscenza e comprensione da parte dell’organizzazione che intenda adottare e sviluppare un Sistema di Gestione Ambientale certificato ai sensi della norma ISO 14001.

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Manuale ISO 14001:2015
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La spinta alla formalizzazione di una “analisi del contesto” dell’organizzazione nasce dalla volontà dell’ISO di valorizzare il contributo e di rafforzare il ruolo del Sistema di Gestione Ambientale quale strumento di gestione nel quadro delle più ampie problematiche dello sviluppo sostenibile (di natura quindi anche sociale ed economica), riconoscendo la necessità, ai fini della sua efficacia, che esso tenga in adeguata considerazione il contesto complessivo in cui l’organizzazione opera, nonché le aspettative e i bisogni delle diverse parti interessate che sono attive nel medesimo contesto e con cui essa, a diversi livelli e con diverse finalità, interagisce (operatori delle filiere a monte e a valle, aziende concorrenti, comunità locali, istituzioni, etc.).

Il contesto introdotto dalla ISO 14001:2015 è quindi multidimensionale – non solo “ambientale” in senso fisico e naturale – e “popolato” di soggetti (parti interessate) portatori di specifici bisogni e aspettative. É proprio all’identificazione di tali bisogni e aspettative, nonché più in generale delle questioni che dal contesto possono emergere relativamente alle dimensioni evidenziate, che è prioritariamente finalizzata l’analisi del contesto.

Dall’analisi e comprensione del contesto dell’organizzazione derivano una serie di implicazioni per tutto il suo Sistema di Gestione Ambientale: dalla definizione del campo di applicazione del Sistema, alla considerazione dei fattori, interni ed esterni, in grado di condizionare la capacità dell’organizzazione di raggiungerne gli obiettivi, attraverso, in primis, una pianificazione che tenga in adeguata considerazione tali fattori, “portandoli a bordo” del Sistema stesso.

Una emblematica indicazione dell’entità di queste implicazioni emerge chiaramente se si considera che l’introduzione del nuovo Punto norma nello standard ha indotto a ridefinire e a “ridisegnare” la tradizionale e consolidata figura del Ciclo di Deming “Plan-Do-Check- Act”, al fine di dare evidenza proprio al ruolo del contesto e agli input che esso fornisce alla strutturazione e all’attuazione del Sistema di Gestione Ambientale in tutte le sue diverse componenti, nonché ai riflessi ed alle conseguenze che il raggiungimento degli obiettivi del SGA ha, come output, sullo stesso contesto.

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Pubblicato il manuale ISO 14001:2015

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Manuale sistema di gestione ambientale in formato MS Word conforme alla ISO 14001:2015.
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Questo documento è strutturato in 10 sezioni, ognuna allineata con i requisiti della norma ISO 14001:2015.
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Grazie per la risposta. ✨

Attenzione

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#ISO9001 :2015 – L’#audit ai processi/4

Le stesse 5 domande riferite a un livello di maggiore dettaglio, consentiranno di ottenere evidenze relative alle seguenti ulteriori questioni:
Sono stati stabiliti strumenti e risorse per il governo dei processi, commisurati alla loro importanza/criticità? (NB: tali strumenti e risorse comprendono, appunto, l’apparato documentale, e i “supporti” citati al § 7 della norma?)
IL SGQ è integrato con i processi di business dell’organizzazione? E questa integrazione tiene conto della criticità (stato/importanza) dei processi?

 

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Quali sono i “passaggi critici” dei processi? (Sono stati definiti e valutati utilizzando un approccio RBT?)
Quali sono i controlli applicati ai punti critici? I controlli vengono correttamente effettuati?
Qual è il risultato di tali controlli?
Come è gestito questo risultato?
Come sono in generale utilizzati gli esiti del controllo e del monitoraggio del sistema di gestione (correzione, miglioramento, apprendimento organizzativo, innovazione, cambiamento, ecc., sempre adottando il RBT?)

Fonte: Accredia

#ISO9001 : 2015- L’#audit a processi

L’audit per processi può essere costruito sulla base delle 5 “domande chiave”* dell’audit, da rivolgere a tutti i livelli organizzativi e per tutti i processi:
Che cosa state cercando di ottenere? (PLAN – obiettivi, ecc.)
Come avete operato/state operando, per ottenerlo? (DO – processi,
supporto, ecc.)

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Come sapete se avete ottenuto quanto desiderato? (CHECK – misurazioni e monitoraggio, ecc.)
Come sapete se quello che state adottando è il modo migliore per ottenere quanto desiderato? (ACT – miglioramento)
Come potete essere certi che ciò che state cercando di ottenere è giusto? (integrità / coerenza del sistema)

Quanto sopra vale per i processi a qualsiasi livello (strategico/gestionale/operativo)
• In molti casi la risposta potrà essere ottenuta dalla diretta osservazione delle attività e dalla testimonianza dei responsabili nell’organizzazione; in altri (come previsto dalla norma e
dall’organizzazione stessa), le evidenze saranno di tipo documentale.